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Il Consorzio agrario dice no alla fusione. Pavan si dimette, Coldiretti lacerata: gli scenari

In arrivo da Roma il reggente Benedetti, l’ente è commissariato. Molte le ragioni dello scontro In discussione le operazioni finanziarie, la gestione del personale e il mancato acquisto delle sedi

UDINE. Le tensioni in Coldiretti sul futuro del Consorzio agrario (di cui proprio Coldiretti detiene la quota di maggioranza), fanno saltare la poltrona del presidente regionale Michele Pavan. Il viticoltore di Prepotto, in carica da poco più di due anni, mercoledì 28 ottobre al termine del vertice con i dirigenti nazionali a Roma, ha rassegnato le dimissioni. Irrevocabili, almeno a quanto afferma lo stesso Pavan, che però non ha voluto rilasciare altri commenti. La questione è abbastanza chiara: Roma preme affinchè il Consorzio agrario del Friuli Venezia Giulia entri a far parte di una rete di livello nazionale, assieme ad altri Consorzi gemelli, come quello di Treviso, per poter affrontare con le spalle più robuste la competizione sui mercati, che è sempre più difficile. Ma il piano, che è stato illustrato a metà settembre e che ha l’imprimatur del presidente nazionale Ettore Prandini, non piace a molte anime del mondo agricolo friulano.

Confagricoltura, che pure detiene una quota minoritaria nel Consorzio, è contraria, mentre Coldiretti, a livello locale, sembra spaccata al suo interno tra chi è propenso ad accettare le lusinghe nazionali e chi teme di perdere autonomia, asset strategici e potere. Lo stesso presidente Pavan non avrebbe gradito modi e tempi dell’operazione e ieri a Roma, accompagnato dai 4 presidenti provinciali, lo avrebbe fatto presente. Ma pare che dall’altra parte del tavolo, cioè da parte dei vertici nazionali di Coldiretti, ci sia stata poca comprensione delle ragioni della periferia e una dichiarata necessità di proseguire sulla strada tracciata. Così a quel punto a Pavan non è rimasto altro che gettare la spugna, visti gli scarsi margini di manovra. Una soluzione che qualcuno paventava, ma che comunque ha lasciato di stucco gran parte del mondo dell’agricoltura del Friuli Venezia Giulia.


I bene informati raccontano però che i due anni di gestione di Pavan in Coldiretti sono stati caratterizzati anche da altri problemi, tra cui la gestione del personale, il mancato acquisto delle nuove sedi di Udine e Pordenone e le decisioni, sembra non collegiali, su alcune operazioni finanziarie. Insomma un malessere che è covato sotto la cenere per lungo tempo e che adesso, con la questione della fusione del Consorzio, è venuto alla luce e ha portato alle dimissioni del presidente. Da Roma hanno subito individuato nella persona del dirigente nazionale della Coldiretti Giovanni Benedetti, originario di Verona, il reggente della Federazione regionale del Fvg, fino alla prossima assemblea che dovrà eleggere il successore di Pavan. Lo stesso Benedetti, ieri, ha inviato una lettera nella quale chiarisce alcuni punti della vicenda, che ha dimostrato di conoscere bene.

«Partiamo dall’investimento in Bonifiche Ferraresi di 200 mila euro che hanno fruttato ben 109 mila euro in due anni ad Impresa Verde del Fvg mentre gli 800 mila euro in obbligazioni portano alle casse di Impresa Verde del Fvg l’1,5% di interesse annuo, anziché lo 0,60% - spiega il manager - . La Federazione ci ha dunque abbondantemente guadagnato. Le partecipazioni in Confidi poi sono da tempo a disposizione. Forse chi ha diffuso queste cifre per screditare i cosiddetti “progetti romani” avrebbe fatto bene a riflettere. E temo fortemente che nel giudicare il processo di aggregazione avviato da Consorzi agrari d’Italia/Bonifiche ferraresi cui il Consorzio di Basiliano sembrerebbe opporsi, si stia usando la stessa leggerezza oltre a una forte sottovalutazione della portata del progetto e della sua spendibilità per offrire traiettorie di futuro alle imprese agricole del Friuli Venezia Giulia. In quanto delegato temporaneo alla presidenza regionale mi pongo come primo compito quello di incrociare i consigli di amministrazione di tutte le Federazioni perché i tecnici che hanno ideato e messo in pista il progetto Cai/Bonifiche ferraresi possano, per la prima volta, illustrarne caratteristiche e obiettivi, al fine di favorire una scelta meditata, consapevole e maturata nei tempi opportuni».

Il reggente della Federazione regionale Giovanni Benedetti sarà già gioved' 29 ottobre in Friuli per un primo giro di consultazioni con i referenti locali. E per provare a districare una matassa che sembra piuttosto ingarbugliata.

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