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L'acqua non è potabile: scatta l'emergenza in dodici comuni

TRAVESIO. Nuova emergenza idrica in dodici comuni tra Spilimberghese, Maniaghese e Udinese: l’acqua torna non potabile e i cittadini saranno costretti a rifornirsi alle cisterne dislocate sul territorio.

Lo ha comunicato, venerdì 30 ottobre, Hydrogea dopo che si sono registrate nuove problematiche nella presa sul torrente Comugna, nei municipi di Vito d’Asio e Clauzetto. Non una novità, comunque: si tratta di situazioni di criticità che vanno avanti da tempo e stanno creando disagi e accendendo il dibattito nei paesi. Il disappunto cresce, così la protesta dei residenti.

«Con riferimento alle precedenti comunicazioni diramate da questa società e agli ulteriori eventi meteorologici del 26 e 27 ottobre, si comunica che le ultime rilevazioni analitiche effettuate nei punti di controllo della fornitura idrica in distribuzione, così come individuati in accordo con l’Azienda sanitaria del Friuli occidentale, hanno evidenziato alcune anomalie dei parametri microbiologici – ha scritto la società nella nota trasmessa ai 12 comuni, alla Prefettura, alla Regione e ad altri soggetti interessati –. Nell’incontro tenutosi al dipartimento di prevenzione dell’Asfo, è stato convenuto che l’acqua è da ritenersi al momento non idonea all’utilizzo potabile e alimentare.

Rimane impregiudicato l’utilizzo a scopo igienico-sanitario, nonché garantito il servizio sostitutivo di acqua potabile tramite le cisterne inox dislocate sul territorio. Nei prossimi giorni sarà diramato specifico aggiornamento in accordo con Asfo».

I municipi ai quali è stata trasmessa la comunicazione sono Arba, Castelnovo, Cavasso Nuovo, Clauzetto, Fanna, Forgaria nel Friuli, Meduno, Pinzano al Tagliamento, Sequals, Travesio, Vito d’Asio e Vivaro. Analoghi episodi si sono verificati a fine settembre, quando il maltempo ha generato problemi anche alla potabilità dell’acqua sempre nei dodici Comuni serviti da Hydrogea, che fanno riferimento alla presa della Val D’Arzino.

Pure in quel caso il presidente della società dell’acqua, Giovanni De Lorenzi, aveva inviato una comunicazione in tutti i Comuni per metterli in allerta sulla possibilità che si ripresenti il problema della torbidità, visto che il maltempo ha danneggiato la presa dell’acquedotto, ed era stato attivato il servizio sostitutivo di acqua potabile tramite cisterne inox.

In questa occasione, dalla Roncadin, colosso mondiale delle pizze surgelate con 700 dipendenti e che da quasi un anno è alle prese coi problemi legati all’acqua (nel 2019 s’è anche dovuta fermare la produzione), era arrivato l’appello a trovare una soluzione definitiva.

Per non rischiare fermi delle linee o produzioni non conformi, che avrebbero gravi conseguenze su prodotti e clienti, l’azienda era stata costretta ad approvvigionarsi a fonti alternative, con ingente danno economico. —

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