Ascom apparecchia piazza del Popolo a Sacile: «Siamo a terra, vogliamo lavorare»

I titolari di bar e ristoranti hanno risposto all'invito di protesta: «Creiamo reddito e occupazione, così non si può continuare»

SACILE. «Siamo a terra: vogliamo lavorare». A Sacile i ristoratori hanno apparecchiato sul selciato in piazza del Popolo: otto tovagliette stese a terra e bicchieri alzati con l’Ascom. «Piena solidarietà alla categoria – ha detto il sindaco Carlo Spagnol, in piazza con l’assessore Roberta Lot – duramente colpita».

La richiesta è chiara. «Chiediamo di lavorare». Un sos senza urla, ma determinato: hanno dato voce alla categoria il presidente Alberto Marchiori e Carlo Lenarduzzi, responsabile del mandamento.


«Le chiusure anticipate alle 18 dall’ultimo cecreto anti-Covid del governo – è la denuncia dei titolari di Piola, Pizza Wine, Le lanterne bistrot – hanno tagliato gli incassi fino all’80 per cento. I nostri locali rispettano in pieno le norme di sicurezza sanitaria e abbiamo investito risorse».

Il brindisi sul selciato di piazza del Popolo è il simbolo di una protesta pacifica. «Niente slogan urlati, ma la richiesta di poter continuare a lavorare – ha sottolineato Marchiori –. Gestori e dipendenti ricordano il ruolo e valore del loro lavoro in città e chiedono aiuto. Non vogliono elemosine ma un impegno politico e amministrativo chiaro». La mobilitazione “siamo a terra” è per circa 180 bar, ristoranti e negozi che a Sacile chiedono un futuro: le previsioni sul 2021 sono critiche rispetto alla crisi sanitaria.

«Tanta gente ha paura – hanno aggiunto i ristoratori sacilesi – e le imprese e i posti di lavoro sono a rischio». E si fanno i conti. «Abbiamo investito per mettere in regola le nostre attività – ha sottolineatoe Lenarduzzi – e ci troviamo bloccati, senza poter lavorare. Eppure creiamo reddito e diamo lavoro a tanta gente, senza contare l’attrattiva turistica di Sacile nel settore ristorazione. Il nostro impegno è essenziale».

Il governo ha promesspo aiuti. «Con il decreto Ristori non vogliamo elemosine – hanno ripetuto Ascom e i ristoratori –. Chiediamo le condizioni sostenibili per portare avanti le nostre attività».

Il sindaco si è fatto avanti. «Siamo al loro fianco – ha confermato –. Daremo sostegno concreto». I ristoranti e i pub vivono un momento critico. «I recenti provvedimenti del Governo hanno aggravato la situazione della nostra categoria – ha concluso lo staff del ristorante La Piola –. La leggera ripresa registrata durante l’estate non ha retto: siamo di nuovo penalizzati».

«Gli imprenditori di questo settore si dimostrano responsabili e rispettano tutti i protocolli sanitari anti contagio – ha concluso Lenarduzzi –. Diciamo no alla condanna a chiudere per decine di imprese. La pandemia va gestita con attenzione per non abbassare la saracinesca».

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