Codroipo piange un'altra vittima del virus: ecco chi era

Il ritratto di Vittorio Clozza dipinto dall’artista Nata

CODROIPO. È mancato a 77 anni Vittorio Clozza, di Codroipo, conosciuto per aver fatto il mestiere del pittore edile. Persona buona e di poche parole e con una vita tutta in salita, ma che era benvoluto e aveva avuto un suo momento di gloria per essere stato ritratto da un pittore famoso.

Il decesso è avvenuto all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, dove era ricoverato, affetto da Covid-19. Il suo fisico, minato dall’età e da altre patologie, non ha retto alla violenza della malattia causata dal contagio.



Come è vissuto in silenzio, così se ne è andato in solitudine, date le restrizioni imposte dal coronavirus, ma anche perché pare non avesse parenti in Friuli. Tanti codroipesi si mostrano dispiaciuti, a giudicare dai messaggi di cordoglio espressi attraverso i social.

«Purtroppo – si legge sulla pagina di “Codroipo nel tempo” – ci ha lasciato anche Vittorio Clozza, l’imbianchino di moltissime abitazioni codroipesi. Personaggio mite e umile, si recava in cantiere, dove doveva svolgere l’impegno, con la bicicletta, i bidoni del colore e in spalla la scaletta di legno. In bocca sempre la sigaretta, per la pausa pranzo chiedeva solo una birretta e un pacchetto di Ms».



Il concittadino Franco Parpaiola, che dalla sua residenza all’estero è appassionato raccoglitore di memorie codroipesi, ne ricorda l’infanzia difficile, il padre burbero, che con il mestiere di facchino a stento riusciva a mantenere la famiglia, composta dalla moglie Gilda e due altri figli, Leo e Stella (ora in Argentina), la quale come Vittorio patì l’esperienza del collegio.

“Tojo”, come era chiamato in paese, difficilmente si apriva a parlare con le persone; di carattere mite, si mostrava dignitoso nel non voler accettare altro se non quanto guadagnava col suo lavoro, negli ultimi tempi sempre più saltuario.

Era bravo nel suo mestiere e tanti lo chiamavano, invitandolo a restare a pranzo, come un tempo si usava.

Il pittore Nata, che divide la sua attività artistica fra Codroipo e Milano e vanta un curriculum di esposizioni anche internazionali, deve essere rimasto colpito da questa figura di artigiano friulano di altri tempi, tanto da volerlo ritrarre in un’opera esposta anche in una mostra locale. Vittorio, la cui salma sarà trasferita a cura della ditta Fabello dalla cella mortuaria dell’ospedale udinese, sarà salutato con la liturgia funebre nella cappella del duomo di Codroipo, venerdì 6, alle 8.

Con lui se ne va una parte della storia dei nostri paesi, quando le abitazioni erano senza luce e acqua corrente, e il mestiere, imparato a bottega, si esercitava passando di casa in casa e vivendo alla giornata. Oggi altri drammi ci affliggono: Vittorio purtroppo ha vissuto questi e quelli. —


 

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