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Bonus bici, 2.500 friulani con il sellino...in mano: l'ennesimo flop della burocrazia Made in Italy

Un’operazione degna di questo Paese, fatta di annunci e promesse non mantenute. “Niente paura, ci sono i soldi per tutti”, “non ci sarà nessun click day”, “abbiamo aumentato il plafond”. Il 3 novembre c’è stato il click day, il portale si è bloccato e in 300 mila - circa 2.500 in Friuli Venezia Giulia – sono rimasti esclusi, mentre in questi giorni c’è chi si vende il bonus on line inseguito dalla Guardia di Finanza (non acquistateli: è una truffa)

È finita (anzi no, da lunedì si ricomincia) come non doveva. E come lo Stato aveva assicurato non sarebbe finita: il click day per ottenere il contributo su biciclette e monopattini e 2 mila 500 persone in Friuli Venezia Giulia escluse.

Un’operazione degna di questo Paese, fatta di annunci e promesse non mantenute. “Niente paura, ci sono i soldi per tutti”, “non ci sarà nessun click day”, “abbiamo aumentato il plafond”. Il 3 novembre c’è stato il click day, il portale si è bloccato e in 300 mila - circa 2.500 in Friuli Venezia Giulia – sono rimasti esclusi, mentre in questi giorni c’è chi si vende il bonus on line inseguito dalla Guardia di Finanza (non acquistateli: è una truffa).

Tutto evitabile se, al posto di tutta la trafila richiesta, fosse stata data la possibilità di detrarre la spesa direttamente nel prossimo modello 730. Ma evidentemente in un Paese che vive di burocrazia sembrava troppo semplice.

A inizio giugno erano state venduti poco meno di 600 mila, tra biciclette e monopattini con la promessa che lo Stato avrebbe coperto il 60% del valore dell’acquisto, fino a un massimo di 500 euro. I milioni stanziati erano 120: pochi e così il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, ne aveva aggiunti altri 70. Il tutto mentre il portale dove ci si sarebbe dovuti registrare non era entrato in funzione: “questione di giorni”, assicuravano a Roma. “Non lasceremo indietro nessuno e stiamo studiando il modo per evitare il click day. Il bonus è un esperimento, mai realizzato in Italia, e ce la stiamo mettendo tutta per far sì che sia un successo”. Evidentemente l’impegno non è bastato.

Ad agosto un nuovo annuncio: dopo l’acquisto della bicicletta o altri mezzi collegatevi al sito web del Ministero dell’Ambiente, entrate nella sezione dedicata dove si troverà un Forum da compilare, inserite i dati anagrafici, gli estremi della fattura o dello scontrino parlante (non scontrino semplice!) e il codice Iban su cui si desidera fare accreditare il rimborso. I soldi arriveranno direttamente sul conto corrente. Il ministro è sicuro: “Il bonus bici 2020 sarà erogato fino a esaurimento delle risorse stanziate, che allo stato attuale ammontano a 210 milioni di euro. Questa cifra dovrebbe bastare per l’acquisto di circa mezzo milioni di biciclette e monopattini”. Un mistero come faccia a sapere in quanti hanno fatto la spesa.

Quei soldi non sono mai arrivati. Nessuno è riuscito a registrarsi.

A fine ottobre si decide per il click day: tutti pronti con il dito: si cominciava alle 9. Il portale si è piantato alle 8.30, ma fin qui nulla di nuovo. Peccato, invece, che a fine giornata i soldi (215 milioni) a disposizione erano finiti e in 300 mila sono rimasti con il ... sellino in mano.

L’ultima è di giovedì. Da lunedì e fino al 9 dicembre chi non ha avuto accesso ai fondi potrà registrarsi alla piattaforma www.buonomobilita.it – la stessa del famigerato click day del 3 novembre -, caricando i propri dati e la fattura, sempre utilizzando Spid. Saranno rimborsati tutti quelli che hanno una fattura o uno scontrino parlante, emessi dal 4 maggio al 2 novembre. Almeno a parole.

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