Niente più offerte, il Covid prosciuga le parrocchie. Lo sfogo del parroco: "Ho già usato i miei risparmi per pagare i debiti"

Intanto aumentano le famiglie in difficoltà che si rivolgono al sacerdote

Parrocchie in crisi a causa del Covid-19. Le offerte dei fedeli più che dimezzate e l’aumento delle spese mettono in sofferenza i bilanci delle parrocchie di Santa Maria Assunta a Fagagna, dei santi Cosma e Damiano di Ciconicco, di Pietro e Paolo di Villalta che raccolgono intorno a loro circa seimila anime guidate con equilibrio, ascolto e generosità da monsignor Adriano Caneva, di 87 anni.

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Ed è proprio monsignor Caneva a mettere in evidenza come «le offerte in chiesa sono diminuite del 70 per cento e quindi non si riesce nemmeno a pagare le rate dei mutui per lavori, le bollette del luogo di culto, dell’oratorio, e delle aule di dottrina. Edifici – argomenta il monsignore – che vanno inoltre riscaldati e assicurati. Siamo in difficoltà. Per poter tappare i buchi ho dovuto ricorrere ai miei esigui risparmi ora, però – rileva monsignor Caneva – stiamo esaurendo anche quelli. L’introito è molto inferiore al normale, di circa 25 mila euro che non possono essere calcolati esattamente fino al termine 2020, nel frattempo, però, aumentano le richieste di chi ha bisogno.

La Cei (Conferenza Episcopale Italiana) ha dato alla diocesi un contributo che è stato utilizzato per sostenere le assicurazioni, inoltre, abbiamo ricevuto una piccola somma anche dalla Caritas locale che è stata riservata per coloro che si trovano in situazioni di difficoltà. Certe persone sono state più generose in questo periodo – evidenzia il parroco – per l’attenzione alle necessità dei poveri che sono aumentate. La gente sa che io aiuto i poveri e allora vengono direttamente da me – commenta il parroco – sono soprattutto giovani famiglie che non hanno un lavoro fisso, che hanno difficoltà. Per questo motivo cerco di stare in contatto con le assistenze sociali del Comune e la Caritas parrocchiale».



Questa situazione è destinata ad andare avanti ancora nel tempo assicura il sacerdote, «per questo – aggiunge – ci vorrà un riadattamento e una riflessione su come abbiamo impostato la vita, anche perché questo momento che stiamo vivendo sia da monito per capire la socialità invece dell’egoismo. Non bisogna chiedere mai perché i tempi passati fossero migliori di quelli di oggi – commenta – perché come è scritto nel libro della Sapienza – una simile domanda è priva di saggezza».

Monsignor Caneva lo scorso gennaio ha festeggiato i 30 anni di guida spirituale di Fagagna, gode di buona salute, sempre attivo con entusiasmo ma anche con “molto realismo” così definisce il suo quotidiano impegno. Viene considerato un punto di riferimento non solo per i cattolici ma per tutti coloro che hanno bisogno di una parola di conforto infatti, come lui stesso afferma: «Vengono da me anche musulmani e protestanti».

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