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Coronavirus, gli infermieri: «Noi allo stremo Servono cento assunzioni»

Grido d’allarme del sindacato: «C’è bisogno pure di Oss e di tamponi mensili» «La chirurgia oncologica sia dirottata ad Aviano per ridurre il rischio infezioni»

Servono assunzioni di almeno 100 infermieri e altrettanti operatori socio-sanitari. E va garantita una maggiore sicurezza al personale, effettuando tamponi almeno mensili a ogni addetto. Il grido d’allarme lo lancia Gianluca Altavilla, segretario provinciale del Nursind, sindacato delle professioni infermieristiche. Portavoce di una categoria ormai allo stremo nel Friuli occidentale, come in altre zone d’Italia, il sindacalista non si limita a una critica, ma avanza proposte precise per provare a risolvere la preoccupante situazione a livello sanitario.

«L’Asfo – rimarca – ha avuto quattro mesi per preparare il reparto di malattie infettive Covid-19, sapendo che sarebbe arrivata la temuta seconda ondata, ora invece si naviga a vista. In primavera, dopo la prima fase di emergenza, non è stato assunto personale a sufficienza tramite il concorso e non sono stati rinnovati i contratti a tempo determinato, nonostante la presenza di leggi che permettono la deroga sulle assunzioni. Adesso il personale interinale è stato rinnovato con il contagocce sino a dicembre, anziché per un anno. I 21 Oss assunti a tempo determinato non sono altro che le sostituzioni degli interinali: quindi si parla del nulla».


Un quadro tutt’altro che incoraggiante, quello tracciato da Altavilla: «Questa miopia – prosegue – ha comportato la chiusura del punto di primo intervento di Maniago, delle sale operatorie di Spilimbergo, di quattro sale operatorie su cinque a San Vito al Tagliamento (da oggi solo una sala per urgenza attiva), la chirurgia della mano e l’ortopedia di Pordenone, riducendo ai minimi termini i servizi erogati e potendo solo mantenere prestazioni di urgenza e oncologiche».

Nei reparti Covid la presenza di personale è minore rispetto a marzo: in pneumologia ci sono 4 infermieri al mattino, 3 il pomeriggio e due la notte per 28 pazienti, di cui 5 ventilati meccanicamente. «Sono gli stessi numeri che avevamo nella normalità, quando è risaputo che dovrebbero essere quasi il doppio – evidenzia ancora Altavilla –. A ciò si aggiungono difficoltà tecniche dovute alla telemetria con monitor che vanno a singhiozzo. Lo stesso vale per la seconda e terza medicina, entrambe Covid. La parte della chirurgia oncologica deve essere dirottata al Cro di Aviano (mammella e addome) in un’ottica di percorso per evitare il rischio di infezioni, in modo tale anche da recuperare risorse per la chirurgia minore che potrebbe essere ripristinata nella città del mosaico, dopo la sanificazione. Gli interventi delle unità speciali di continuità assistenziale diminuiscono i ricoveri? Il dato preoccupante è l’aumento dei contagi tra gli operatori: basti pensare alla concentrazione nel presidio di Spilimbergo. Servono tamponi quindicinali a tutto il personale».

Altavilla dichiara che «il vaso è colmo e il personale stanco. Servono almeno cento nuovi infermieri e altrettanti Oss, e tamponi almeno mensili a tutto il personale. Non possiamo più accettare dal direttore generale parole come “assumeremo”, “faremo”: in questa regione siamo abituati ad “assumiamo” e “facciamo”. Il direttore generale guadagna 15 mila euro al mese e questi sono i risultati? I friulani hanno superato con la schiena dritta terremoto e disastro del Vajont: non meritano né possono accettare questa situazione, che suona come una presa in giro». —

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