A che punto siamo della seconda ondata in Friuli? Le terapie intensive reggono, inizia a calare il tasso dei positivi [Iscriviti alla newsletter]

UDINE. Qualche curva comincia a frenare, ma per altri valori stiamo entrando proprio in questi giorni nel periodo di picco. È il caso dei decessi: questa in Fvg è stata una settimana nera con 53 morti per Covid.

Soltanto in aprile era andata peggio: nella settimana che si concluse con domenica 5 persero la vita a causa del coronavirus ben 56 persone. Bisogna tener presente però che allora si era nel pieno del lockdown e che soltanto qualche giorno dopo si cominciarono a raccogliere anche dal punto di visto numerico i primi risultati di quello sforzo a cui tutti fummo costretti. 📧 Coronavirus: iscriviti alla nostra newsletter settimanale

«Purtroppo i numeri relativi ai decessi sono quelli che calano più in ritardo rispetto agli altri – spiega il professor Vincenzo Della Mea, docente di Informatica medica del dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche dell’università di Udine – e dunque temo che ancora per un po’ dovremo fare i conti con un serio bilancio di vite perse. Ci sono altri indicatori però che ci fanno capire che le prime misure di restrizione prese qualche settimana fa stanno dando ora i primi frutti».

«Mi riferisco per esempio – prosegue il docente – alla percentuale di persone positive sui tamponi eseguiti. Se ragioniamo sulla media degli ultimi dieci giorni vediamo come questo valore stia frenando la crescita che ora pare assestarsi attorno all’8 per cento: lunedì era a 7,77%, martedì a 7,99%, mercoledì a 7,81%, giovedì a 7,59%, venerdì a 8,05%, sabato a 8,15%, domenica a 8,33%. Insomma la curva sta piegando, anche se la conferma dovrà arrivare nei prossimi giorni».

«Sul fronte delle strutture sanitarie ci sono due dati da considerare – prosegue Della Mea – : le terapie intensive con 45 ricoverati stanno tenendo bene. Ricordiamoci che nella fase 1 il picco fu toccato il 29 marzo con 60 pazienti. Un grande sforzo stanno sostenendo invece gli altri reparti ospedalieri con 301 pazienti, cifra mai raggiunta nella prima fase, quando il picco fu di 236 ricoveri».

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