Il coronavirus si porta via due anziani

Antero Carpi, 85 anni, di Beano, è morto all’ospedale di Palmanova, mentre Elda Baracetti, 73, in quello di San Daniele

CODROIPO. Ancora due decessi a causa del coronavirus a Codroipo: sul territorio comunale salgono così a quattro le persone che, pur colpite da patologie pregresse, hanno perso la vita per le conseguenze dell’infezione da Covid-19. Si sono aggiunti infatti una residente nel capoluogo, Elda Baracetti di 73 anni, e a Beano Antero Carpi, di 85. Entrambi erano ricoverati in ospedale ma, nonostante le cure intense, non ce l’hanno fatta contro un nemico terribile quale è il virus.



Precedentemente era mancato Fiknet Dauti, di origine moldava ma residente da tanto a Codroipo, in via Verdi: è deceduto a metà ottobre all’ospedale di Udine e aveva solo 66 anni, il più giovane delle vittime per coronavirus nel Comune e oltre, lasciando nel dolore il figlio, conosciuto come “Jimmi”.

Il 2 novembre è morto in ospedale a Udine, sempre per le conseguenze del contagio, Vittorio Clozza di 77 anni, pittore decoratore in tante case di Codroipo, abitava in via Artegna; la sua figura di artigiano era stata immortalata dal pittore Nata. “Toio” lascia una sorella 80enne, Rosa Maria, a Fusine in Valromana, e i nipoti Bolzicco: Michele residente a Folgaria, e Katia. La sorella di Vittorio, Stella, era mancata l’anno scorso a Santa Maria La Longa e il fratello Leo molti anni fa.



Elda Baracetti, di 73 anni, è mancata all’ospedale di San Daniele. Abitava in via Grassi ed era sposata con Rino Libralon, che lascia affranto insieme alla figlia Mara. Il funerale di Elda è sabato 14 novembre in duomo alle 11.30. Anche lei è stata strappata all’affetto dei suoi cari dal terribile Covid, al quale ha dovuto cedere anche Antero Carpi, di 85 anni, agricoltore di Beano.

«Con Antero ci viene a mancare uno degli imprenditori che hanno fatto la storia della nostra agricoltura. La mia vicinanza alla famiglia, era un lavoratore come pochi»: così lo ricorda il compaesano Giacomo Mizzau, consigliere delegato del sindaco Marchetti per le politiche agricole.



Arrivato bambino a Beano con i genitori Ugo e Nerina dal Veneto, insieme ai fratelli Antero imparò a coltivare i prodotti fra cui il tabacco e la vite; l’azienda dava pure da lavorare ai locali. Con lo spirito imprenditoriale dei Carpi la ditta cresceva: da contoterzista Antero ha operato con grandi trattori e mietitrebbie, per mezzo Friuli. La moglie, Adelmina, originaria di Coderno, gli è stata accanto aiutandolo e intanto cresceva i loro cinque figli. Antero aveva poi la passione per la caccia, non mancava a un raduno dell’Ana, un amicone nel gioco delle carte in osteria.



Ha condotto l’azienda fino al 2000 circa, quando la salute ha cominciato a cedere. Ma gli anni li portava bene e, ricoverato all’ospedale di Palmanova, dieci giorni fa, pareva che ce la potesse fare.

L’ultimo addio è sabato 14 novembre alle 15 (la bara sarà esposta dalle 14) nella chiesa del paese. Saranno in molti a stringersi alla moglie e ai figli – oltre a Stefania, che abita a Beano, Stefano di Basagliapenta, Sabrina e Simona di Udine, Federica di Codroipo –, inoltre al fratello Emilio, di Beano, e alle sorelle Daniela, Liliana e Maria Teresa che risiedono fuori regione.


 

Tartellette di frolla ai ceci con kiwi, avocado e yogurt

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi