Fedriga attacca Speranza e ritira la sua ordinanza: "La ruota della fortuna ha girato e siamo zona arancione"

Lo strappo con Roma dopo la decisione dopo il cambio area di rischio per il Friuli Venezia Giulia. Riccardi: "La settimana scorsa ero più preoccupato, i dati erano peggiori"

TRIESTE. «La ruota della fortuna si è mossa e siamo finiti in zona arancione». Il presidente del Friuli Venezia Giulia, in una conferenza stampa in diretta Facebook con accanto il suo vice Riccardo Riccardi, si lascia andare a una battuta, amara, che però riassume bene il suo punto di vista sul corto circuito che si è venuto a creare nelle ultime 48 ore tra Governo e Regione.

PER APPROFONDIRE: Perché siamo zona arancione? Gli indicatori che non hanno convinto Roma

Fedriga ritiene che questo modo di agire, prima l’ok di Roma all’ordinanza restrittiva numero 41 emanata giovedì, poi il giorno dopo la doccia gelata: “non basta, dal giallo passate all’arancione”, non possa rappresentare la regola dei rapporti tra centro e periferie. «È una situazione che reputo estremamente grave per i rapporti governo-regione - attacca Fedriga, visibilmente provato da giornate da far tremare i polsi - , così non si può andare avanti. Chiedo la convocazione urgente della Conferenza delle Regioni e un confronto chiaro con il Governo».

✉️ Al Messaggero Veneto abbiamo deciso di attivare una nuova newsletter per fare il punto ogni settimana sul Covid. Iscriviti qui, è gratis

Intanto però il governatore ritira e annulla il proprio provvedimento, l’ordinanza numero 41, che è rimasto in vita appena 24 ore. E ribadisce, con ancora maggiore forza, l’appello alla popolazione: «Ogni cittadino deve saper tutelare la propria salute e quella dell’intera comunità con i comportamenti adeguati. Ciò non vuol dire non uscire di casa, ma vuol dire mantenere sempre le distanze. Siamo in una situazione difficile, io prego ogni singolo cittadino, sappiamo che c’è una minoranza che non segue modi rigorosi di comportamento. Medici, infermieri, operatori sanitari stanno facendo un grande lavoro, dobbiamo tutelarli».

Quindi il presidente ha ripercorso le ultime tappe della dialettica, complicata, con Roma. «Io ho ricevuto una telefonata di Speranza a inizio settimana che mi diceva che rischiavamo di andare in zona rossa perchè l’Rt (l’indice di contagio) era superiore a 1.5. Con Zaia e Bonaccini abbiamo lavorato insieme e giovedì abbiamo emanato le rispettive ordinanze. Ritenevamo che quella ordinanza fosse un punto di equilibrio tra una grave situazione sanitaria e l’economia e la vita dei cittadini.

PER APPROFONDIRE

Giovedì sera i nostri dati scientifici ci davano in netto miglioramento rispetto alla settimana precedente. Ma se il governo aveva altri indicatori perchè non ce li ha resi noti prima della nostra ordinanza? Con le terapie intensive siamo sotto soglia, con i ricoveri siamo sotto alla soglia del 40%. Ci dicono che abbiamo un incremento percentuale dei positivi sui nuovi tamponi. Ma il numero di tamponi viene pesato come se avessi le terapie intensive piene e non può andare bene così. Non siamo al sicuro, il cittadino deve avere la massima attenzione. Ma se vogliamo avere successo, è necessario remare tutti nella stessa direzione, io questa chiarezza non la trovo, il mio gruppo di lavoro non ha l’algoritmo che decreta le varie zone per le regioni.

Qui hanno inserito il pilota automatico, ho sollecitato più volte il Governo per chiedere un approfondimento, così il rapporto con le regioni non può funzionare». A Fedriga non sono andate giù le prese di posizione di esponenti locali del Pd e dei Cinque Stelle. «È inaccettabile che da Roma chiedano collaborazione - ha spiegato - e poi sul territorio ci sono degli sgherri che cominciano a fare la guerriglia. Noi siamo una regione che ha potenziato la sanità. O c’è correttezza e combattiamo tutti la pandemia, ma se deleghiamo a un algoritmo che decide la vita dei cittadini, ci si prenda le responsabilità di quello che si fa.

La scorsa settimana mi davano a rischio 11 parametri, questa settimana ne abbiamo migliorati 5, eppure siamo in zona arancione. Vogliamo una motivazione sulla decisione. Se non diventa battaglia di comunità, ma se qualcuno il venerdì con un algoritmo decide cosa fare e cosa no, la battaglia è persa, il successo non ci sarà mai. L’Rt oggi è a 1,34, in calo rispetto alla scorsa settimana. Se cominciamo la politica dello zero virgola, siamo finiti. È un colpo che non ci aspettavamo ed è frutto di scelte, spero, solo errate da parte del Governo».

Ha quindi preso la parola il vice presidente Riccardi. «Eravamo più preoccupati la scorsa settimana rispetto a questa, gli indici sono migliorati - ha dichiarato - . Sono preoccupato del tracciamento, dei focolai, dei ricoveri. Sono in aumento, ma sono sotto le soglie, ricoveri sotto la soglia del 40%, l’Rt sotto l’1,5, le terapie intensive sotto la soglia del 30%. Io ritengo che si siano fatte altre valutazioni, non è solo un calcolo automatico. Diventa un po’ difficile lavorare, vedo gente dare l’anima dalla mattina alla sera, davanti a questi risultati ho paura di una demotivazione. Purtroppo siamo di fronte a focolai molto importanti, molti sono dentro le famiglie. Adesso, rispetto alla prima ondata di primavera, abbiamo un aumento notevole di ricoveri, le terapie intensive sono meno critiche rispetto alla prima fase. Abbiamo superato gli 8 mila cittadini in isolamento, persone che stanno bene, ma che hanno bisogno di un aiuto, di assistenza. Ricoveri a bassa intensità siamo al 29% lontani dal 40% che è il valore soglia. Lavoriamo tanto, ma dobbiamo aspettare il fine settimana quando uno deve darci il voto? Almeno ci dicano cosa dobbiamo studiare. Non è un comportamento giusto da parte del Governo».

In conclusione ha ripreso la parola Fedriga per rimarcare quelle che, al momento, sono le grandi distanze con il Governo. «Le decisioni devono essere prese tra Governo e Regioni sul territorio, scelte consapevoli e corrette - ha affermato - . Il confronto è dal punto di vista tecnico, ma poi la decisione è politica. Stiamo incidendo anche su economia e lavoro, la politica deve assumersi le sue responsabilità. Pensare di andare avanti così diventa assolutamente caotico. Sulla pandemia non ci sarà mai lotta politica, contestiamo scelte nel merito, su alcuni passaggi in passato ho fatto anche i complimenti al Governo».

Tartellette di frolla ai ceci con kiwi, avocado e yogurt

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi