Come riconosco i sintomi? E cosa vuol dire essere paucisintomatico? Tutte le domande sul Covid e il rientro al lavoro

1. Il coronavirus è paragonabile a una influenza stagionale?

No, i due virus sono molto diversi e non si comportano allo stesso modo anche se possono causare sintomi simili e sono trasmessi da persona a persona. A differenza dell’influenza, per Covid-19 non esiste ancora un vaccino (al momento in fase di sperimentazione) né un trattamento specifico. Inoltre sembra essere più trasmissibile dell’influenza stagionale.

2. Chi sono gli asintomatici? E i presintomatici?

Gli asintomatici sono persone che hanno contratto il coronavirus ma che non sviluppano alcun sintomo (febbre, tosse, malessere, mal di testa, mal di gola, bronchite e, in alcuni casi, difficoltà a respirare). Sono quindi stati contagiati, ma non sviluppano nessuna manifestazione clinica della patologia. L’unico modo per capire se si è positivi, in assenza di sintomi, è sottoporsi al tampone.

I presintomatici sono coloro che sono stati contagiati e si trovano nel cosiddetto “periodo di incubazione” che intercorre tra il momento del contagio del Covid-19 a quello dello sviluppo dei sintomi.

3. Chi sono i paucisintomatici?

Sono tutte quelle persone che contraggono il coronavirus e sviluppano sintomi lievissimi, tipici e/o atipici, della malattia: un po’ di tosse, raffreddore, febbre ma bassa, naso che cola, qualche dolore o qualche piccolo problema gastrointestinale. Si tratta di sintomi non tali da richiedere il ricovero in ospedale e che non portano all’insorgenza di complicanze gravi.

4. Gli asintomatici e i presintomatici sono contagiosi?

Sì, anche senza ammalarsi, chi è positivo al Sars-Cov 2 può contagiare gli altri ed è ormai cosa nota che il coronavirus si trasmetta anche nella fase presintomatica dell’infezione.



5. Sono positivo, quanto dura il periodo di isolamento?

Una persona positiva senza sintomi può rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività, al termine del quale deve risultare negativo il tampone molecolare. Un positivo con sintomi può rientrare in comunità dopo un isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi con tampone negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi.

Se continua a risultare positivo al test molecolare, può interrompere l’isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi, in caso di assenza di sintomi da almeno una settimana (fatta eccezione per la perdita di gusto e olfatto che possono durare per diverso tempo dopo la guarigione). È tuttavia il medico a decidere sulla base delle condizioni del paziente.

6. Cosa devo fare, finita la quarantena, per tornare al lavoro?

Al termine del periodo di quarantena, se non sono comparsi sintomi, la persona può rientrare al lavoro e il periodo di assenza risulta coperto dal certificato. Qualora durante l’isolamento la persona dovesse sviluppare sintomi, bisognerà sottoporsi a tampone. In caso di esito positivo, occorrerà attendere la guarigione clinica ed eseguire un test molecolare dopo almeno 3 giorni senza sintomi. Se il test, invece, risulterà negativo la persona potrà tornare al lavoro, altrimenti proseguirà l’isolamento.

7. Sono un contatto stretto di Covid senza sintomi, cosa devo fare?

I contatti stretti di un caso confermato Covid-19 devono allertare il proprio medico, che avviserà o fornirà tutte le indicazioni per contattare il Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria competente per territorio che disporrà la quarantena e la sorveglianza.

Occorre in ogni caso rispettare un periodo di quarantena di 14 giorni dall’ultima esposizione al caso Covid confermato oppure un periodo di quarantena con sorveglianza attiva di 10 giorni dall’ultima esposizione con un tampone dall’esito negativo effettuato il decimo giorno. Al termine del periodo di quarantena la persona può rientrare al lavoro.

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