L’ateneo laurea 92 infermieri: subito in reparto contro il Covid

Gli Ordini di Udine e Pordenone: ne servono almeno 350. Per sei giorni, i neo laureati non potranno rispondere al bando di concorso già pubblicato e in scadenza il 20 novembre.

UDINE. La prossima settimana l’università di Udine laurea 92 infermieri che hanno seguito i corsi in Scienze infermieristiche a Udine e a Pordenone. Giovani che non vedono l’ora di entrare nei reparti o nelle case di riposo al fianco dei colleghi stremati dalla fatica accumulata dall’inizio della pandemia. Nonostante il numero sia elevato, forse mai raggiunto prima in un’unica sessione di laurea, resta una goccia nel mare se si pensa che per sanare le carenza all’Azienda sanitaria Friuli occidentale (Asfo) servono almeno 100 infermieri.

Peccato che per sei giorni, i neo laureati non potranno rispondere al bando di concorso già pubblicato e in scadenza il 20 novembre. Non va meglio nelle strutture situate in provincia di Udine, dove mancano tra 200 e 250 infermieri. A stimare le necessità sono i presidenti degli Ordini delle professioni infermieristiche (Opi) di Udine e di Pordenone, Stefano Giglio e Luciano Clarizia, pronti a tagliare i tempi per l’iscrizione dei giovani colleghi all’albo pur di consentirgli di partecipare ai concorsi che le Aziende sanitarie della regione stanno per pubblicare.



All’ateneo friulano le sessioni di laurea durante le quali saranno proclamati dottori in Scienze infermieristiche 92 studenti, si terranno a distanza da lunedì a giovedì prossimi, a partire dalle 8.30. La coordinatrice dei corsi, Alvisa Palesa, non esclude che le discussioni delle tesi possano avvenire in streaming per consentire a tutti di valutare il grado di preparazione dei futuri infermieri. «In questo momento – spiega – i laureati in Scienze infermieristiche hanno talmente tante opportunità di occupazione che gli Ordini professionali hanno deciso di ridurre l’iter di iscrizione all’albo per rispondere alle richieste che arrivano da tutte le strutture sanitarie presenti sul territorio».



«I 92 neo laureati rappresentano un numero importante che però dobbiamo dividere tra Udine e Pordenone. Se consideriamo che una seppur minima percentuale di persone preferirà attendere un attimo prima di iniziare a lavorare, si tratta di una piccola boccata d’ossigeno» sostiene il presidente dell’Opi di Pordenone nel far notare che «l’Azienda sanitaria del Friuli occidentale ha già pubblicato un bando di concorso in scadenza però il 20 novembre. Nessuno dei 92 neolaureati potrà partecipare». Clarizia è preoccupato perché, «a quanto pare – precisa – non è possibile prorogare la scadenza. L’Ordine, comunque, ha deciso di ricevere le domande di iscrizione dal giorno successivo alla laurea. Il 3 dicembre si riunirà il Consiglio direttivo per formalizzare le iscrizioni».


«Il concorso dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale (Asufc) è imminente e noi cerchiamo di dare un contributo iscrivendo rapidamente i giovani colleghi». L’obiettivo del presidente dell’Opi di Udine è quello di dare la possibilità ai neolaureati di partecipare alla selezione. «Tutte le strutture sono in sofferenza da tempo e si stanno rubando il personale. Se avessimo a disposizione 200-250 infermieri sarebbe una grande boccata d’ossigeno» insiste Giglio invitando la Regione a ridefinire i numeri programmati per l’accesso ai corsi di laurea da 270 a 350 all’anno.


 

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