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Cosa succede se il Friuli Venezia Giulia diventa area rossa: cosa cambia e le nuove regole da seguire

UDINE. Prima l'appello ai cittadini friulani ad "avere maggiore responsabilità". Poi l'annuncio dell'istituzione di una serie di zone rosse all'interno dei confini della Regione. Una decisione che alla fine però il presidente del Fvg Massimiliano Fedriga ha deciso però di non prendere individuando invece sei comuni in cui saranno previsti tamponi di massa.

Il numero dei contagi, comunque, non lascia tranquilli. Tanto che anche il presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro ha affermato che il rischio per la nostra Regione di venire inserita in zona rossa nella sua interezza - con tutte le conseguenze che ne deriverebbero - può passare da moderato ad alto

Ecco quali località rischiano di diventare zona rossa in regione: i Comuni di Tolmezzo, Paluzza, Paularo, Sutrio, Forni Avoltri, Forni di Sopra e Forni di Sotto. Attenzione su Valli del Natisone e Nimis e, nella Bassa friulana Carlino e San Giorgio di Nogaro, mentre nel Pordenonese oltre a Cavasso Nuovo, Castelnovo del Friuli, paiono essere a rischio anche Maniago e Claut.

Se anche il Friuli Venezia Giulia entrasse in zona rossa, le nuove regole sarebbero le seguenti

  • ristoranti, bar, pasticcerie e gelaterie, sono aperti esclusivamente per la vendita da asporto, consentita dalle 5 alle 22, e per la consegna a domicilio, consentita senza limiti di orario, ma che deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti
  • chiuse le attività di commercio al dettaglio, fatta eccezione per la vendita di generi alimentari. Sono chiusi i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari.
  • In base agli allegato 23 e 24 del Dpcm restano aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie e le parafarmacie, i negozi di articoli sportivi, biciclette e prodotti per il tempo libero. Nessun divieto pure per parrucchieri e lavanderie. Lo stesso dicasi per i negozi di giocattoli e abbigliamento per bambini, delle concessionarie di auto e moto, di erboristerie, cartolerie e librerie, nonché dei negozi di computer e informatica. Chiusi i centri estetici. Restano ferme le chiusure previste per i centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi.
  • Vietato ogni spostamento, sia nello stesso comune che verso comuni limitrofi (inclusi quelli dell’area gialla o arancione), ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità (per esempio l’acquisto di beni necessari) o motivi di salute: senza una valida motivazione è obbligatorio restare a casa
  • Si deve essere sempre in grado di dimostrare che lo spostamento rientra tra quelli consentiti, anch attraverso l'autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali
  •  La didattica in presenza è ammessa solamente per la scuola dell’infanzia, le elementari e la prima media. Didattica a distanza, invece, per la seconda e terza media e per tutte le scuole superiori. Chiuse anche le università.
  • Non è consentito far visita o incontrarsi con parenti o amici non conviventi, in qualsiasi luogo, aperto o chiuso.
  • Le passeggiate sono ammesse, in quanto attività motoria, esclusivamente in prossimità della propria abitazione. Sono ammesse, inoltre, nel caso siano motivate per compiere gli altri spostamenti consentiti (andare al lavoro, motivi di salute o necessità). Per esempio, è giustificato da ragioni di necessità spostarsi per fare la spesa, per acquistare giornali, per andare in farmacia, o comunque per acquistare beni necessari per la vita quotidiana
  • L’attività motoria all’aperto è consentita solo se è svolta individualmente e in prossimità della propria abitazione. È obbligatorio rispettare la distanza di almeno un metro da ogni altra persona e indossare dispositivi di protezione individuale. Sono sempre vietati gli assembramenti.
  • Vietate tutte le gare, le competizioni e tutte le attività connesse agli sport di contatto di carattere amatoriale.
  • Non sono permesse le fiere, i convegni e neanche gli eventi a loro assimilati, come i mercatini di Natale. Chiusi i musei e sospese le mostre. Chiusura anche per teatri e cinema.
     


 

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