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Tamponi e liste d'attesa, la testimonianza: "Mio marito è in cura ed è positivo al Covid. Io attendo il test da 10 giorni"

A parlare è la ultrasettantenne Giovanna, nome di fantasia, casalinga residente nell’hinterland pordenonese. Il marito, paziente oncologico, lunedì 16 novembre si era recato al Cro di Aviano per le analisi pre-trattamento chemioterapico e contestuale tampone

AVIANO. «Mio marito è positivo da oltre una settimana. Quando ci è stato comunicato, mi è stato detto che sarei stata contattata anche io, quale convivente, per essere sottoposta al test. Invece, siamo al nono giorno e non si è fatto sentire nessuno. Io resto in quarantena e per fortuna non ho alcun sintomo».
 
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A parlare è la ultrasettantenne Giovanna, nome di fantasia, casalinga residente nell’hinterland pordenonese. Il marito, paziente oncologico, lunedì 16 novembre si era recato al Cro di Aviano per le analisi pre-trattamento chemioterapico e contestuale tampone. Il pomeriggio la telefonata a casa: «La chemioterapia è sospesa, suo marito è risultato positivo al tampone. Verranno a domicilio per eseguire il tampone anche a lei».
 

Giovanna si è messa in quarantena: in casa, lei da una parte, il marito dall’altra. «Nessun contatto, come ci è stato detto dal Cro, dove sono stati molto premurosi e ci hanno spiegato come comportarci».
 
Intanto il marito accusa febbre, prima 38,5 per alcuni giorni, poi 37,5 e da 48 ore nulla. «Gli unici contatti li abbiamo col medico di base al quale riferiamo costantemente dati della febbre e saturazione». Il medico di medicina generale venerdì scorso aveva sollecitato l’esecuzione dei tamponi.
 

«Ma non ci ha chiamati nessuno. Pensavo di andarlo a fare a pagamento, ma non ho la patente e in una situazione di incertezza eviterei che si potesse contagiare qualche parente o conoscente».
Oggi è il decimo giorno da quella telefonata. Il paziente oncologico non è ancora stato contattato per essere sottoposto a un eventuale secondo tampone. E nemmeno la moglie, al primo.

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