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Covid19, in un mese 300 morti in Friuli Venezia Giulia: quali sono le fasce più a rischio e dove il virus colpisce di più

L’età media dei decessi è pari a 84,72 anni, maggiore incidenza tra i maschi. Quasi raddoppiati in una settimana i contagi tra gli ospiti delle case di riposo

UDINE. Resta la fascia di popolazione più a rischio per il Covid perchè contrarre il virus, spesso, si traduce, anche in virtù della compresenza quasi sempre di una o più patologie pregresse, nel non riuscire a sopravvivere.

Parliamo degli anziani, e in particolare degli over 80, che pure in questa seconda ondata di coronavirus stanno pagando il prezzo più elevato alla pandemia tanto in Italia quanto in Friuli Venezia Giulia. Attenzione, poi, alla situazione delle case di riposo dove il contagio continua a diffondersi, nonostante le precauzioni messe in campo da Regione e società di gestione, sia tra gli ospiti sia tra gli operatori.

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Il trend dei decessi
Il conto dei morti, in Friuli Venezia Giulia, continua a salire. Basti pensare, infatti, che nel mese compreso tra il 23 ottobre e il 23 novembre, in regione sono scomparse 301 persone con una media che sfiora, quindi, le dieci al giorno oltre al picco di 28 morti toccato venerdì.

A differenza di primavera – ed esattamente al pari dei contagi come sottolineato più volte dai vertici regionali – l’area più colpita, questa volta, è l’ex provincia di Udine e non quella giuliana: nel periodo considerato hanno perso la vita per coronavirus 139 residenti nel territorio amministrato, fino al 2018, da palazzo Belgrado.

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Praticamente il doppio, in sintesi, di quello che si è registrato nell’ex provincia di Trieste dove dal 23 ottobre a due giorni fa ci sono stati 71 decessi di pazienti con covid. Anche la Destra Tagliamento, inoltre, in questo lasso di tempo ha patito un trend peggiore dell’area giuliana se pensiamo ai 78 decessi accumulati, mentre a Gorizia il totale è stato pari a 13 persone scomparse con il virus.

A livello d’incidenza, poi, sono stati colpiti più gli uomini – 167 morti – delle donne – 134 – e in entrambi i sessi va registrata un’età media particolarmente elevata. Se è vero, infatti, che si è vista una manciata di decessi anche di under 50, è altrettanto vero che in questi casi – come comunicato dalla Regione – la concomitanza di altre, e particolarmente gravi, malattie pregresse pare aver fatto la differenza. In linea generale, in ogni caso, l’età media dei morti nel mese considerato in Friuli Venezia Giulia è di 84,72 anni a dimostrazione di come il Covid colpisca, letalmente, soprattutto le fasce d’età maggiormente elevate e in particolare gli over 80.

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Le case di riposo
L’età media così alta si traduce, quasi inevitabilmente, nel fatto che a essere contagiati, e non di rado a perdere la vita, sono anche gli ospiti delle case di riposo. Si possono citare, a titolo puramente esemplificativo, i quattro decessi e le 52 positività all’interno della residenza per anziani “Ianus” di Palmanova, oppure la situazione della casa di riposo “Ettore Tolazzi” di Moggio dove al 23 novembre si erano registrati sette morti accertati dall’inizio della seconda ondata di coronavirus. Il dato dei contagi, inoltre, è stato in aumento nel corso dell’ultima settimana. I casi nelle case di riposo, nel dettaglio, sono passati da 324 a 507 per quanto riguarda le persone ospitate nelle strutture e da 104 a 202 per quanto riguarda gli operatori con, quindi, poco meno di un raddoppio.

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Personale sanitario
Da annotare, inoltre, anche l’andamento dei contagi del personale sanitario cresciuto, nella settimana che si è chiusa domenica, dai 183 accumulati nei sette giorni precedenti fino alla quota di 216 in quelli successivi. La conferma, infine, del fatto che la pandemia colpisca, letalmente, soprattutto la popolazione più anziana arriva anche dai numeri di ieri che parlano di 26 decessi all’interno dei confini del Friuli Venezia Giulia – di cui 12 nell’ex provincia di Udine – per un’età media delle persone scomparse e contagiate dal coronavirus pari a 87,48 anni, quindi sulla giornata perfino in crescita.

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