Parte da Udine l’appello a Conte: «Dovete aiutarci»



Il mondo delle nozze è in ginocchio. Il settore è uno dei più colpiti dalla pandemia da Coronavirus, paralizzato dalle pesantissime misure restrittive imposte dal governo, e penalizzato dalla mancanza di aiuti.


Per questo motivo Stefania Vismara, titolare di Archetipo Srl (Cleofe Finati) – griffe friulana da quasi trent’anni nel campo della produzione di abiti da cerimonia da uomo – ha promosso e lancioto una petizione a livello nazionale “Sostenete il mondo wedding fortemente penalizzato”. La petizione è indirizzata al presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, al ministro dell’Economia e della Finanza Roberto Gualtieri, al governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, al presidente nazionale di Confartigianato Giorgio Merletti, alla presidente della Confesercenti nazionale Patrizia de Luise, al presidente Confcommercio Carlo Sangalli e al segretario Confartigianato Udine Gian Luca Gortani e al presidente della Camera di Commercio Pordenone e Udine Giovanni Da Pozzo.

«Firmarla è fondamentale per far sentire la nostra voce di aziende impossibilitate a lavorare – spiega Vismara –. Facciamo vivere l’emozione del matrimonio italiano passata questa pandemia, non lasciamolo in mano a prodotti che non sono made in Italy e alla vendita on line».

Le imprese del comparto rilevano una riduzione di oltre il 70% dei matrimoni nel 2020 e una previsione del 50 per il 2021. «Le nostre perdite non sono state considerate come danno irreparabile e non più recuperabile – dichiara Vismara –. Ci troviamo a sostenere un sovraccarico economico e una mancanza di liquidità a causa del rinvio a due anni dei matrimoni nell’80% dei casi. Non si pensi poi che il 2022 avrà numeri quadruplicati perché le cerimonie e gli spazi a disposizione sono invariati; sarà semplicemente, si spera, un ritorno al passato». Il settore chiede lo stanziamento di misure a sostegno dell’economia: un contributo a fondo perduto di almeno il 40 percento per la diminuzione del fatturato 2020 e 2021 rispetto al 2019; un credito di imposta pari almeno al 70% delle spese che saranno sostenute nel prossimo biennio per partecipazione a fiere di settore, pubblicità su riviste o portali del wedding e social e web advertising; lo sgravio di Imu, Tari e Ires per il 2020 e il 2021.

«Se non saremo ascoltati il 18 gennaio scenderemo in piazza. Andremo direttamente a Roma» conclude Vismara. —



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