Guida Michelin: con la 66esima edizione 11 Tre stelle e 37 Due stelle

UDINE. Tutte confermate le 11 Tre stelle Michelin in Italia. Lo annuncia il direttore Comunicazione di Michelin Italia Marco Do aprendo la cerimonia Michelin Star Revelation Italia 2021 di presentazione della 66esima edizione della guida «rossa».

I ristoranti che «meritano il viaggio» ad hoc, secondo il giudizio degli ispettori Michelin, sono Piazza Duomo ad Alba; St. Hubertus a San Cassiano; Da Vittorio a Brusaporto; Dal Pescatore a Canneto sull'Oglio; Reale a Castel di Sangro: Enoteca Pinchiorri a Firenze; Enrico Bartolini al Mudec a Milano; Osteria Francesca a Modena; La Pergola a Roma; Le Calandre a Rubano; Uliassi a Senigallia.

Inoltre il firmamento italiano è più ricco da oggi: sono 26 i ristoranti premiati per la prima volta con 1 stella Michelin, e tra i premiati 14 chef sono under 35 e 4 under 30. «I giovani si affacciano - ha sottolineato - in modo prepotente e la Toscana mostra un panorama tra i più dinamici».

Per la prima volta le due stelle Michelin si accendono a Trieste e a Firenze. Nel capoluogo giuliano l'Harry's Piccolo ha conquistato la prima stella, il gradino più alto della ristorazione triestina, e nell'edizione 2021 arriva oggi il raddoppio, le ambitissime Due Stelle Michelin.

Inaugurato negli anni Settanta da Arrigo Cipriano, dell'omonimo e celeberrimo locale veneziano, ha un numero di coperti reso ancora più esiguo, due tavoli, dal protocollo Covid ma in una delle piazze più belle d'Italia, sottolineano gli ispettori Michelin.

In cucina Matteo Metullio, insieme a Davide De Pra fin dai tempi degli studi all'istituto alberghiero, oggi emozionatissimi nel ricevere le due star della 66esima edizione della guida rossa.

«Mettere Trieste nelle moderne mappe della gastronomia mi ha reso l'uomo più felice della terra» ha detto lo chef Matteo Metullio. «Il cuore mi ha portato qui - ha raccontato - dopo gli splendidi anni con la famiglia Wizard nel pluristellato Siriola a San Cassiano.

Grande rispetto per le loro scelte imprenditoriali, ma oggi a Trieste ho trovato una proprietà che, anche in un anno così difficile per l'emergenza sanitaria, ha supportato questo progetto e con la partnership sempre più consolidata con Davide De Pra siamo arrivati a questo grande risultato».

Un giovane cuoco di origini salernitane, Rocco De Santis, ha invece acceso le due stelle Michelin al Santa Elisabetta a Firenze all'Hotel Brunelleschi, con sede a La torre della Pagliazza che fu anche carcere femminile ma oggi custodisce una imperdibile meta gourmet, che solo lo scorso anno ha debuttato in guida con la prima stella.

«Le origini di un cuoco - ha detto, tra mille emozioni, il giovane talento - ha influenzato tantissimo. In un piccolo centro campano come il mio, tutti fanno pasta e biscotti in casa, hanno l'orto e la domenica è una festa di sapori e incontri. Ma la formazione - ha sottolineato lo chef Rocco De Santis - è il secondo passepartout insieme a una proprietà che, nel mio caso, ha lasciato spazio d'espressione. Oggi la somma di questi ingredienti portano a un grande riconoscimento».

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