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La politica ricorda l’impegno di Lerussi, morto a 36 anni: «Andrea era il futuro del nostro partito»

L’ex dirigente dem scomparsa per una malattia. Il cordoglio in consiglio regionale e il messaggio di Zingaretti 

In Andrea Simone Lerussi tutti vedevano una speranza per il futuro. La speranza per la politica impegnata e partecipata, per un partito, per una comunità intera. Perché l’ex segretario provinciale del Pd, candidato presidente alla Provincia e dirigente dem, per tutti era un punto di riferimento. E oggi sono in tanti a ricordarne la pacatezza, la gentilezza, la competenza, il suo impegno costante, le sue battaglie condotte sempre con garbo e rispetto, senza mai una parola fuori posto, mai un’alzata di voce. Da un anno stava lottando contro la malattia «come un vero guerriero», hanno dichiarato il papà Giovanni e la mamma Laura, alla quale ha dovuto arrendersi lunedì a 36 anni.

Ieri in Consiglio regionale è stato il capogruppo del Pd Sergio Bolzonello a ricordarlo in Aula dopo le parole di stima espresse anche dal presidente del Consiglio Fvg Piero Mauro Zanin, prima del minuto di raccoglimento. «Tutti rimpiangiamo Andrea, soprattutto Mariagrazia Santoro che per sette anni e mezzo ha camminato, nei suoi ruoli pubblici, assieme ad Andrea condividendo con lui responsabilità, dubbi, felicità e difficoltà – ha affermato Bolzonello –. Andrea era un ragazzo straordinario, aveva a cuore la democrazia partecipata, aveva una professionalità, un garbo e un’attenzione nei confronti dell’approccio con gli altri, con la materia di cui era cultore, che era la politica con la P maiuscola. La sua passione politica e il suo agire erano figli dell’essere distante dalla superficialità di questi tempi. Restiamo orfani di una persona nella quale vedevamo una speranza, un futuro di un partito, di una comunità».


Anche Nicola Zingaretti, segretario nazionale dem, in un messaggio al segretario regionale Fvg Cristiano Shaurli (che ne ha evidenziato «i grandi valori e ideali che ha sempre inteso la politica come servizio, passione, studio»), ha espresso il cordoglio del Partito democratico: «Abbiamo perso un giovane dirigente del partito, serio e competente, che nel suo Fvg mostrava la faccia sorridente e pulita della politica, la voglia di impegnarsi ed essere futuro. Ma non siamo addolorati solo perché ci ha lasciati un membro valente della nostra comunità politica: chi lavora e costruisce onestamente non è “nostro” o di altri, è un patrimonio di tutti e la perdita è di tutti». Negli ultimi sette anni Andrea si era fatto apprezzare in Regione, dove aveva lavorato prima come segretario particolare dell’assessore regionale alle Infrastrutture, Mariagrazia Santoro, e fino a che la malattia gliel’ha permesso come addetto della segreteria del Gruppo consiliare dem. «Andrea è sempre stato una persona che si poteva riassumere in alcune essenziali caratteristiche: la serietà, la competenza e la professionalità – dice Santoro –. Era accompagnato anche da un’incredibile empatia verso le persone, era in grado di capirle e quindi aiutarle. Era un ragazzo eccezionale, la cui serietà nell’affrontare le cose non diventava mai un peso per chi gli stava vicino. Sempre disponibile e pronto a trovare le soluzioni alle questioni che gli venivano presentate o che gli si ponevano davanti. Non è mai stato solo un collaboratore, ma un amico discreto, attento e mai invadente».

Il cordoglio per la sua scomparsa unisce gli schieramenti politici. Dal presidente del Fvg Massimiliano Fedriga che ne ha elogiato «la passione e l’entusiasmo» all’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi che ha desiderato ricordarlo «con lo stesso garbo che in ogni circostanza portava con sé. Avversario politico, mai nemico. Questo mondo sentirà la tua mancanza». Ci sono anche aneddoti che descrivono chi era Andrea. «Ti voglio ricordare con un aneddoto di qualche anno fa – scrive Pierenrico Scalettaris, consigliere comunale di Udine –. Dopo esserci scontrati al telefono per una questione amministrativa su cui la pensavamo in maniera molto diversa, un paio di giorni ci siamo incontrati per strada. Ci siamo guardati, siamo scoppiati a ridere e mi hai abbracciato. Eri così, sempre disponibile e positivo, sempre pronto a guardare avanti». Chi vorrà salutarlo un’ultima volta lo potrà fare venerdì, alle 11, alla camera mortuaria di Udine.—


 

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