Sì al caffè all’aperto, ok a tennis e running, le visite agli amici: le risposte ai dubbi sull'ultima ordinanza del Fvg

UDINE. Via libera agli sport individuali e, per molti versi, anche alle consumazioni all’aperto purché non avvengano nelle vicinanze di bar e ristoranti. La Regione, infatti, ha chiarito, pur in via informale, alcuni dei contenuti dell’ultima ordinanza firmata da Masimiliano Fedriga che resterà in vigore in Friuli Venezia Giulia almeno fino al prossimo 3 dicembre. Tutto confermato, invece, quello contenuto nel Dpcm nazionale di Giuseppe Conte che pone – almeno per ora – il nostro territorio in fascia arancione.

Sport - Quali attività sportive sono consentite in Friuli Venezia Giulia?

Nell’ultima ordinanza si legge, letteralmente, che «fatto salvo quanto previsto dall’art.1, comma 9, lett. e) del Dpcm 3 novembre 2020 in ordine agli eventi e alle competizioni sportive di interesse nazionale, sono sospese le attività, compresi gli allenamenti, degli sport di squadra e di contatto così come previsto dall’art. 1, comma 9, lett g) del richiamato Dpcm».

Questo significa, in poche parole, che è consentita l’attività sportiva svolta singolarmente – quindi ok a corsa e tennis per fare due esempi –, ma paradossalmente anche a quella di squadra nel caso in cui fosse possibile organizzare allenamenti con i singoli atleti distanziati tra loro e senza prendere parte ad attività di contatto come, prendendo a riferimento il gioco del calcio, le partite.

Caffè - Posso bere e mangiare qualcosa acquistato per asporto all’aperto?

Sì e il chiarimento, in questo caso, è arrivato direttamente dal profilo Facebook di Fedriga. Nell’ordinanza regionale, infatti, si legge che «è vietata la consumazione di alimenti e bevande all’aperto su area pubblica o aperta al pubblico nelle vicinanze degli esercizi di vendita e comunque in luoghi dove siano possibili assembramenti».

Cosa significa? Come ha scritto Fedriga rispondendo – polemicamente – a un cittadino che «l’ordinanza prevede che non si possa consumante nei pressi del pubblico esercizio e comunque in luoghi di aggregazione: non c’è scritto che non si può bere per strada». Sì, quindi, a caffè, panini e altro basta che non ci si fermi fuori dai locali oppure si corra il rischio di assembramenti.

Amici - Posso andare a trovare i miei amici a casa loro?

Sì, perché l’ordinanza regionale non lo vieta, ma semplicemente sconsiglia fortemente di frequentare nuclei familiari diversi dal proprio. All’inizio la formula doveva essere diversa, ma considerata l’oggettiva impossibilità di controllare quello che accade nelle case dei friulani, Fedriga ha optato per una sorta di moral suasion.

Trasporto - Sono autorizzato a utilizzare autobus e corriere del Trasporto pubblico locale in regione?

Sì, perché anche in questo caso la situazione è la medesima – pur nelle differenze di argomento – dei nuclei familiari. La Regione infatti – come si legge nell’ordinanza emanata a inizio settimana – raccomanda fortemente di «non utilizzare mezzi di trasporto pubblico se non per necessità altrimenti non espletabili». Anche in questo caso, però, parliamo appunto di una raccomandazione e non di un obbligo di legge.

Screening - I test decisi nei sei Comuni maggiormente a rischio saranno gli unici effettuati “a tappeto” in Friuli Venezia Giulia?

No, l’idea della Regione è quella di ampliare lo spettro d’azione. Nell’ordinanza in vigore ancora una settimana si spiega come «allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus, su parte del territorio regionale verrà avviata l’attività di monitoraggio attraverso l’effettuazione in larga scala di test e conseguente tracciamento sulla popolazione» attraverso «l’individuazione delle aree territoriali da monitorare, l’organizzazione logistica della campagna di screening, l’effettuazione dei test e del monitoraggio».

I sei Comuni interessati dallo screening iniziale – Socchieve, Paularo, Sutrio, Claut, Castelnovo del Friuli e Dolegna del Collio – serviranno come base per operazioni più in larga scala anche grazie ai 100 mila test acquistati alla fine della scorsa settimana.

Zona rossa - Il Friuli Venezia Giulia è entrato in zona rossa?

No, almeno per il momento la nostra regione non è stata declassata dal ministro della Salute Roberto Speranza. La decisione finale, però, pare essere stata soltanto rimandata a venerdì 27 quando il Comitato tecnico-scientifico e l’Istituto superiore di sanità consegneranno al Governo il nuovo monitoraggio settimanale.

Il Friuli Venezia Giulia, come ammesso dallo stesso Fedriga, rischia di essere inserito in zona rossa a causa dell’aumento, rispetto al monitoraggio precedente, dei ricoveri ospedalieri, sia in Terapia intensiva sia in Medicina, e dei contagi. In quest’ultimo caso, però, molto dipenderà dallo scorporo, o meno, dei casi delle settimane precedenti conteggiati in quella passata e dal fatto che il ministero valuti essenzialmente l’aumento dei sintomatici.

Spostamenti - Posso muovermi fuori dal mio Comune di residenza e dalla regione?

Soltanto in alcuni casi, e comunque questo è figlio di un’imposizione contenuta nel Dpcm di Conte, non nell’ordinanza di Ferdiga. Come spiegato da palazzo Chigi nelle zone arancioni è consentito spostarsi esclusivamente all’interno del proprio Comune, dalle 5 alle 22, senza necessità di motivare lo spostamento.

Dalle 22 alle 5 sono vietati tutti gli spostamenti, a eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Inoltre sono vietati, 24 ore su 24, gli spostamenti verso altri Comuni e verso altre regioni, a eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di studio o di salute o per svolgere attività o usufruire di servizi non disponibili nel proprio Comune. È però sempre consentito il rientro al proprio domicilio, abitazione oppure residenza.

Altre case - Si può raggiungere la propria seconda casa?

L’accesso alla seconda casa è sempre consentito dalle 5 alle 22 nel proprio Comune. Dalle 22 alle 5, o se si trova in un altro Comune, è consentito soltanto se dovuto alla necessità di porre rimedio a situazioni sopravvenute e imprevedibili (quali crolli, rottura di impianti idraulici e simili, effrazioni, ecc.) e comunque secondo tempistiche e modalità strettamente funzionali a sopperire a tali situazioni. —

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