Vaccino anti-Covid, sessantamila dosi per il Friuli Venezia Giulia: il piano della Regione per conservare e distribuire le fiale

Il vaccino della Pfitzer è un prodotto delicato che necessita di un sistema di conservazione piuttosto complicato. Ogni fiala viene inserita in un vassoi che, a sua volta, viene depositato in box termici riempiti di ghiaccio secco. Il percorso prevede la conservazione delle confezioni in frigoriferi a una temperatura di meno 70-80 gradi, per circa sei mesi o nelle borse per 15 giorni

UDINE. In prima battuta l’obiettivo è vaccinare contro il coronavirus 60 mila residenti in Friuli Venezia Giulia, quasi 48 mila tra medici, infermieri e operatori socio sanitari (Oss) e circa 11 mila ospiti delle case di riposo. In Italia dovrebbe arrivare a fine gennaio i quantitativi della Pfizer che in regionesaranno stoccate negli ospedali Cattinara a Trieste, Santa Maria della Misericordia di Udine, nel nosocomio di Gorizia, al Santa Maria degli Angeli di Pordenone, San Polo di Monfalcone e Sant’Antonio Abate di Tolmezzo. Sono tutte strutture indicate dal governatore Massimiliano Fedriga e dal vice, Riccardo Riccardi, come punti di consegna e di distribuzione. In queste ore, negli uffici di Arcuri stanno selezionando le sedi più idonee.

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Il commissario straordinario si troverà a smistare 3,4 milioni di dosi sufficienti per 1,7 milioni di persone. Il prodotto va conservato a 78-80 gradi sotto lo zero e somministrato in due dose a tre settimane di distanza una dall’altra. Si tratta di una campagna che richiede la disponibilità di strutture speciali e personale formato anche per la somministrazione ai pazienti. La vaccinazione di massa è prevista entro settembre del prossimo anno utilizzando anche il drive-in.

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Il piano di fattibilità
«In base alle indicazioni del commissario Arcuri il sistema sanitario regionale sta preparando il piano di fattibilità per la prima fase di somministrazione del vaccino per il Covid-19». Lo rendono noto Fedriga e Riccardi dopo aver ricevuto la missiva nella quale Arcuri gli comunica che «dalla fine di gennaio l’Italia dovrebbe ricevere 3,4 milioni di dosi».

Il commissario ha già trasmesso alle Regioni l’elenco delle strutture ospedaliere in grado di conservare e somministrare il vaccino e delle residenze per anziani dove opereranno le unità mobili. In Friuli Venezia Giulia, come detto, sono stati indicati sei ospedali, i quattro dei comuni capoluogo e i due più periferici di Monfalcone e Tolmezzo. «È in corso il perfezionamento dell’individuazione delle strutture, definite in base al numero degli operatori e alla prossimità con i centri socio-assistenziali, che presumibilmente vedrà coinvolti i maggiori ospedali della regione» spiegano Fedriga e Riccardi nel riferire che i luoghi di partenza della campagna vaccinale sono stati stabiliti dal commissario sulla base dei parametri che li identificano come «i principali canali di diffusione del Sars-Cov2». La lettera di Arcuri è chiara: «Ogni ospedale dovrà essere in grado di vaccinare almeno duemila persone in 15 giorni».

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Il vaccino Pfizer
«Il vaccino della Pfizer, che appare come il più promettente tra quelli in fase di sviluppo, richiede rigide misure di trasporto e conservazione, a partire dal mantenimento a temperature molto basse, che impongono l’individuazione di specifici siti di consegna» sono sempre il governatore e il suo vice a riferire questi aspetti ormai noti: le dosi infatti vanno conservate a 70-80 gradi sotto lo zero.

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Non sarà facile reperire strutture in grado di assicurare la catena del freddo ecco perché Riccardi sta scandagliando il territorio per individuare luoghi con queste caratteristiche. Strutture di questo genere sono al servizio di alcuni mercati ortofrutticoli per la conservazione dei prodotti, ma non è detto che arrivino a temperature così basse. «Il sistema sanitario – si legge nella nota – sta avviando le procedure per acquisire, anche attraverso la struttura commissariale, ulteriori dispositivi di conservazione di modo da garantire una maggiore capacità di stoccaggio dei vaccini».

Le competenze
Fedriga e Riccardi hanno spiegato che «l’approvvigionamento dei vaccini per il Covid-19 è completamente nelle mani della struttura commissariale e il sistema sanitario regionale si occuperà della sua somministrazione. In base alle stime effettuate seguendo i criteri posti dallo stesso commissario, la Regione ha indicato un fabbisogno iniziale di dosi per vaccinare quasi 60 mila persone, di cui quasi 48 mila afferenti a vario titolo professionale al sistema sanitario e socio-assistenziale e circa 11 mila per gli ospiti delle strutture per anziani». Considerato che ogni dose è composta da due fiale, nella prima fase si tratterà di stoccare almeno 120 mila dose.

«È molto importante che il Governo, attraverso la struttura commissariale per l’emergenza Covid, riesca ad assicurare una quantità sufficiente di vaccini per coprire il fabbisogno del Friuli Venezia Giulia nei tempi previsti» insistono il governatore e il suo vice non senza ricordare che, successivamente, sempre il Governo «darà il via alle ulteriori fasi del piano vaccinale per l’estensione della vaccinazione alla più ampia parte di popolazione possibile, a partire dalle persone con maggiori livelli di fragilità». Una cosa è certa: saranno necessari diversi mesi prima che il vaccino venga esteso a tutta la popolazione.

L’immunità di gregge
Facile immaginare che la tanto auspicata immunità di gregge tarderà ad arrivare. Secondo Gianni Rezza, il direttore del Dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, per raggiungere l’immunità di gregge dovrebbe essere vaccinata contro il Covid-19 almeno tra il 60 e il 70 per cento della popolazione. È evidente che serve tempo anche perché non è ancora chiaro se la vaccinazione contro il virus che sta mettendo in ginocchio il mondo, sarà o meno obbligatoria. Non è neppure chiaro se chi è già stato colpito dal virus dovrà fare o meno il vaccino.

I vaccinatori
Oltre alle strutture di stoccaggio le Regioni dovranno istituire le cosiddette squadre di vaccinatori. «Sono tutti aspetti che stiamo valutando» assicura Riccardi auspicando nel coinvolgimento dei medici di medicina generale. Potrebbero – il condizionale è d’obbligo – essere proprio i medici di famiglia ad assicurare la vaccinazione anti Covid come, per altro, continuano a fare per l’anti influenzale. Resta poi da valutare dove far confluire la gente per sottoporla al vaccino in sicurezza, garantendo il distanziamento sociale. Uno dei punti potrebbe essere allestito all’ente fiera. La consegna del vaccino sarà a carico della Pfizer per garantire la sua integrità.

Le criticità
La vaccinazione anti Covid non è un’operazione semplice da organizzare. Il vaccino della Pfitzer è un prodotto delicato che necessita di un sistema di conservazione piuttosto complicato. Ogni fiala viene inserita in un vassoi che, a sua volta, viene depositato in box termici riempiti di ghiaccio secco. Il percorso prevede la conservazione delle confezioni in frigoriferi a una temperatura di meno 70-80 gradi, per circa sei mesi o nelle borse per 15 giorni. Oltre al ghiaccio secco, il commissario straordinario sta acquistando anche aghi, diluente e siringhe. Il bando prevede l’acquisto di 100 milioni di pezzi e le aziende interessate alla gara avranno 15 giorni di tempo per presentare le offerte.

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