Covid, muore l’esorcista della Diocesi

Don Elio Nicli aveva 89 anni. Addio anche a don Giuseppe Ribis, 84 anni. Entrambi erano ospiti della "casa di riposo" per sacerdoti di via Ellero

UDINE. Per 20 anni è stato l’esorcista della Diocesi di Udine. Don Elio Nicli aveva «riportato il sereno nella vita» di centinaia di persone. Se ne è andato a 89 anni dopo aver contratto il Covid. Ma la Chiesa è in lutto anche per la scomparsa di don Giuseppe Ribis, 84enne, anche lui positivo: entrambi erano ospiti della Fraternità sacerdotale di Udine, rispettivamente dal 2015 e dal 2011. Nella “casa di riposo” per sacerdoti di via Ellero a Udine le vittime, dopo la morte di don Elia Piu, salgono così a tre. Alcuni giorni fa si era diffuso un focolaio: attualmente sono una ventina i parroci contagiati e due ricoverati in ospedale. «Siamo addolorati – riferisce monsignor Igino Schiff presidente della cooperativa che gestisce la residenza – per la loro perdita, sono state due persone molto attive nell’ambito pastorale e dotate di una profonda saggezza».

✉️ CORONAVIRUS, ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER PER RICEVERE IL PUNTO DELLA SETTIMANA

Don Nicli, nato a Rive D’Arcano, era stato destinato a Venzone come cappellano. Parroco a Trasaghis quando è avvenuto il terremoto, da qui il vescovo lo aveva destinato all’ospedale di Tolmezzo dove è stato cappellano per 18 anni. Diede il suo aiuto anche alla parrocchia di Arta Terme. «Mio zio – ricorda la nipote Rita – ha vissuto sempre nell’umiltà e nella carità. Era un padre confessore molto richiesto e, fino a che le forze glielo permettevano, andava a dire messa alle Ancelle della Carità in via Crispi e si recava spesso nelle case di riposo. Ha dedicato la sua vita alla beneficenza con grande discrezione. Era anche esorcista, diceva sempre che il diavolo esisteva, aveva una forza immensa per combatterlo, riusciva a togliere dalle persone la negatività». «Rive D’Arcano riabbraccia don Elio alla fine del suo percorso umano e spirituale» dichiara il sindaco Gabriele Contardo. E proprio nella pieve di San Martino saranno celebrati i funerali domani, alle 15.



Don Ribis era nato nella frazione di Valle a Reana del Rojale. Era stato ordinato sacerdote nel 1957. Era chiamato “il parroco del terremoto”, come ricorda don Emmanuel ora guida spirituale di Majano dove don Ribis era stato sacerdote dal 1972 al 1982 partecipando attivamente alla ricostruzione. Parroco di Campoformido dal 1984 al 2001, svolse il suo servizio anche nelle parrocchie di Faedis, Venzone Treppo Carnico, Rodda. I funerali si svolgeranno con molta probabilità lunedì nella chiesa di Valle (orario da definire).

«Erano entrambi sacerdoti che hanno lavorato molto nei nostri paesi. Li ricordiamo con gratitudine» ha spiegato il vicario generale dell’Arcidiocesi Guido Genero. L’arcivescovo di Udine Andrea Bruno Mazzocato ha scritto un messaggio a tutti i sacerdoti invitandoli a pregare per i loro colleghi anziani e malati ospitati alla casa del clero: «Uniamoci in fraterna preghiera affidando don Elia, don Elio e don Giuseppe alla misericordia di Dio Padre e facciamo sentire la nostra solidarietà a coloro che vivono nella Fraternità perché si sentano meno soli». —


 

Pancake di ceci con robiola e rucola

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi