Si alza per andare a fare il tampone e si sente male: è morto a 64 anni Daniele Mosole

Già militare della Guardia di finanza, attivo nell’associazionismo e nel volontariato, era risultato positivo al coronavirus ma aveva superato la fase critica senza bisogno di essere ricoverato. È spirato poco dopo in ambulanza – come reso noto dalla famiglia – nella corsa disperata verso l’ospedale di Udine, per ragioni che sarà l’autopsia a chiarire

CIVIDALE. Aveva contratto il coronavirus, ma era riuscito a superare la fase critica, fra l’altro senza necessità di ricovero in ospedale. Lunedì mattina, però, non appena alzato e poco prima di recarsi a fare il secondo tampone si è sentito male: è spirato poco dopo in ambulanza – come reso noto dalla famiglia – nella corsa disperata verso l’ospedale di Udine, per ragioni che sarà l’autopsia a chiarire.

Se ne è andato così, all’età di 64 anni, Daniele Mosole, originario di Asiago, ma cividalese d’adozione: arrivato in città tanto tempo fa, per lavoro – aveva fatto parte del corpo della Guardia di finanza –, vi si era stabilito con la moglie Anna Cignacco, facendo così di quella che forse inizialmente aveva immaginato una terra di passaggio la sede di una vita e la culla di tantissimi rapporti di amicizia.


Padre di Alessia, ingegnere aerospaziale, Mosole – che abitava nella frazione di Rualis e che, per inciso, era zio di Daniela Miani, segretaria del sindaco di Cividale – era profondamente integrato nella comunità locale, per la quale la notizia della sua scomparsa è stata davvero uno choc.

Non esita a dirsi «sconvolto» il consigliere comunale e regionale Elia Miani, che lo conosceva bene e che di lui dice commosso: «È una figura che ha dato e lasciato tanto alla nostra comunità, a cominciare da quella di Rualis. Nonostante fosse originario di Asiago era legatissimo a Cividale e alla sua gente: ha partecipato in maniera attiva, dinamica e propositiva a un’infinità di iniziative e manifestazioni, spaziando dal campo della parrocchia – era sempre presente agli appuntamenti organizzati presso la chiesetta della Salette – ad attività legate alla valorizzazione del territorio; un esempio è la sistemazione del vecchio pozzo di Rualis, alla quale aveva dato il suo diretto contributo. Era una presenza fissa anche nella sfera associativa e negli ambienti della caccia e della pesca, oltre a essere uno sciatore provetto».

«L’amministrazione – conclude Miani – si stringe con profondo affetto alla famiglia, esprimendole sentita vicinanza». Entrato nella Guardia di finanza molto giovane, Daniele Mosole era stato destinato al Friuli Venezia GIulia, a Sella Nevea per la precisione, nel settore soccorso alpino. Seconda tappa era stata Cividale, appunto, nella locale Compagnia. È ricordato come una persona gioviale, entusiasta e altruista: «A Rualis – si ricorda di lui – conosceva tutti e tutti lo conoscevano. E parlava pure friulano: proprio uno di noi, insomma».

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