Totò, omaggio all’idolo: «Io, scugnizzo, cresciuto con il mito di Diego»

Di Natale commosso: «Solo chi è cresciuto a Napoli può capire chi è stato Diego». Due ricordi indelebili: la foto ricordo a Milano poi la partita a Roma davanti al Papa 

UDINE. Quando Diego Armando Maradona arrivò a Napoli nell’estate del 1984, Totò Di Natale doveva ancora compiere sette anni. Era uno scugnizzo che andava in strada a imparare l’arte del pallone che poi avrebbe esibito in Friuli sottoforma di 191 gol in serie A (sono 209 in tutto con quelli segnati a Empoli), senza contare quelli nelle altre competizioni e in Nazionale e tante altre magie assortite. Maradona è stato l’idolo di Di Natale, ne ha “ispirato” il talento. Per conoscerlo di persona Totò ha dovuto aspettare di diventare grande. Molto del grande Diego gli aveva raccontato Nestor Sensini, compagno di squadra in nazionale del Pibe de oro e compagno di stanza nei ritiri dell’Udinese dell’ex numero 10 bianconero.

Maradona, quell'indimenticabile riscaldamento contro il Bayern



«Un giorno tristissimo per tutto il mondo del calcio ma per noi napoletani in particolare – le parole di Di Natale –. Solo chi è nato e ha vissuto a Napoli può capire quello che è stato Diego per noi: una sorta di guida, di padre. Sono cresciuto nel mito di Maradona, l’ho visto giocare dal vivo al San Paolo e lì mi sono innamorato del calcio. Ci ha fatto vedere delle cose che nessun altro è stato in grado di fare».



Di Natale è sempre stato un tifoso del Napoli e di Maradona. È evidente che la vittoria di due scudetti in un club che prima e dopo non è mai arrivato lassù davanti a tutti in Italia ne abbia accresciuto il mito. Totò fino a qualche anno fa non ha mai avuto la possibilità di incontrarlo. Ha realizzato il suo sogno di bambino in un hotel di Milano dove erano ospiti sia lui che il fuoriclasse argentino. «Ricordo come se fosse adesso l’emozione quando ho potuto fare la foto assieme a lui. E adesso che non c’è più mi vengono i brividi». In situazioni come queste il rischio di cadere nella retorica è grande. Il tono di voce di Totò, però, fa trasparire tutto il suo dispiacere: «È stato il numero uno, il più grande di tutti i tempi».

Per questioni anagrafiche i due non hanno mai avuto la possibilità di affrontarsi da avversari, ma una partita assieme l’hanno giocata. Era il 2016, Totò aveva da poco preso la decisione di ritirarsi quando all’Olimpico fu organizzata una partita celebrativa in onore di papa Francesco. L’allora 56enne Maradona trotterellava per il campo, cercando di ribellarsi agli acciacchi del tempo, ma per il compagno di squadra Di Natale quella rimane una partita indimenticabile: «È stata una grandissima emozione scambiare il pallone con lui Sarà sempre una leggenda». —


 

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