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Il Covid spegne Romano Rosset, maestro nell’intagliare il legno

RIGOLATO. Si è spento all’ospedale di Udine Romano Rosset di Rigolato. Aveva 76 anni e soffriva da tempo di gravi problemi di salute. Negli ultimi giorni era risultato positivo al Covid. La famiglia di Romano era originaria di Sedrano nel pordenonese, ma lui era nato e cresciuto a Venezia. È là che aveva conosciuto la moglie Lucia, quando lei aveva una rivendita di caffè e lui faceva il magazziniere. In seguito, quando il figlio Lorenzo aveva due anni, si erano trasferiti a Salzano, dove avevano poi vissuto. Romano aveva la passione per il legno e faceva dei presepi e dei villaggi in miniatura che erano stati esposti anche a Sutrio.

Lui e la moglie avevano scelto Rigolato per trascorrere qui gli anni dopo la pensione, attratti soprattutto dalla sua tranquillità e dalla possibilità di immergersi nella natura, aspetto molto importante per loro, accomunati pure da un grande amore per gli animali.


Avevano sempre sognato di andare a vivere in montagna dopo la pensione. Avevano scelto con cura Rigolato, che li aveva conquistati subito anche con la sua piazza e i suoi servizi a disposizione. Una vecchia casa con giardino era diventata la loro dimora fin dal 2011.

«Abbiamo trovato – dice la moglie Lucia – gente tanto gentile qui, che se serve un favore, te lo fa subito. Vedo anche in questi giorni come mi aiuta, persino il Comune si è attivato. Queste cose non le trovi nei paesi grandi o in città. A mio marito, che di carattere era un po’ più riservato di me, piaceva stare qui e andare nei boschi, poi purtroppo le sue condizioni di salute non glielo hanno più consentito. Amava la tranquillità e l’aria buona che ti fa vivere molto meglio qui che in città. Curava il giardino e lavorava il legno, la sua passione, componendo cose in miniatura».



«La cosa triste – conclude – è stata non potergli tenere la mano all’ultimo, non poter essere là. Il dispiacere è non averlo potuto salutare, vedere. Purtroppo col Covid è così. Infermieri e dottori che mi chiamavano dall’ospedale sono sempre stati molto gentili e attenti e questo è stato importante per me».


 

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