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Candele, rose e lumini in memoria di Aurelia: «Piccola stella, vigila da lassù sui tuoi bambini»

“Onda di luce” proposta dalla parrocchia è andata ben oltre il paese.Tante candele davanti all’abitazione della donna uccisa dal compagno. Due comuni uniti verso il lutto cittadino

ROVEREDO.  «Roveredo non picchia, ama». Anche sulla panchina rossa davanti al municipio qualcuno ha messo una candela, sotto quella scritta. La bandiera del Friuli sopra il bar Municipio è illuminata da un cero bianco.

Nella piazza, dopo l’Ave Maria, resta solo il suono dell’acqua della fontana, l’acqua illuminata di rosso. Doveva essere per un giorno, mercoledì 25, Giornata contro la violenza sulle donne. Invece è già la quarta sera che quel rosso non va via. Non va via, aumenta, si diffonde lungo tutte le vie del paese perché in tanti hanno risposto all’invito della parrocchia di esporre una candela in segno di preghiera per Aurelia, la sua famiglia, anche per chi è, suo malgrado, dall’altra parte. «Riposa in pace, Aurelia», scrive il sindaco di Roveredo in Piano Paolo Nadal.



“Onda di luce per Aurelia”, sabato 28 alle 20, un’onda che è andata ben oltre i confini del paese dove abitava e quello dove aveva trascorso l’infanzia e l’adolescenza.



In via Martin Luther King non servono lampioni, per una notte. Sono centinaia i lumini accesi, soprattutto davanti al civico 18, laddove si è consumato il dramma. Luci che si confondono con le prime accese la prima sera di Avvento, verso un Natale che sarà diverso. «Piccola stella, vigila da lassù sui tuoi bambini». Tante rose, rosse e bianche, tante candele: è un via vai di gente, soprattutto giovani, probabilmente coetanei di Aurelia, che arrivano, sostano, ripartono.

Alcuni addirittura, non avendo nulla da abbracciare, accarezzano l’auto della giovane casalinga, parcheggiata ancora davanti al cancello di casa. «Che tu possa trovare pace per ciò che ti ha fatto», è scritto in uno dei bigliettini che accompagnano i fiori.

I primi cittadini di Roveredo e di San Quirino, Gianni Giugovaz, hanno deciso che per il giorno dei funerali di Aurelia Laurenti, non prima di metà della prossima settimana, sarà proclamato il lutto cittadino. La cerimonia funebre si terrà nella chiesa di San Bartolomeo a Roveredo in Piano nel cui cimitero la giovane verrà poi sepolta.



Il parroco, don Ruggero Mazzega, oggi inviterà a pregare per Aurelia e per le famiglie coinvolte nel dramma: «Nella società di oggi manca il dialogo, la forza di parlare».

Le due amministrazioni comunali e le due parrocchie intendono, inoltre, aprire un fondo solidale a favore dei bambini che hanno perso la mamma. «All’inizio della settimana entrante forniremo le modalità», dice Giugovaz: «Intendiamo garantire ai bambini il diritto allo studio». A disposizione dei piccoli, inoltre, ci sarà uno psicologo: «Dovrà accompagnarli nel reinserimento sia nel contesto familiare-parentale sia in quello sociale e scolastico, con i loro amici».



Davanti alla chiesa di San Quirino, in piazza, sindaco e parroco hanno deciso di rimettere la panchina rossa. È illuminata da un grande cero rosso: «L’hanno portato i bambini di prima comunione», dice don Aniceto Cesarin. Sopra, una rosa rossa, due mazzi di rose bianche e rosse, la foto di Aurelia e la lettera che le ha indirizzato il primo cittadino.

«È un momento di forte dolore vissuto anche interiormente dalla gente. Aurelia aveva molti amici qui, frequentava l’Estate ragazzi della parrocchia, i punti verdi, si era impegnata per la comunità. L’altra sera mi ha fatto piacere che i fedeli abbiano spontaneamente interrotto l’adorazione per dedicarle una preghiera: è il segnale di una comunità partecipe e matura. In questo momento – prosegue il sacerdote – è anche di conforto vedere tanta gente attorno a Giacomo, Annunziata e Mirco. Rende meno pesante il loro dolore. Che è anche il nostro».


 

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