Influenza, diagnosticati 3 mila casi. Ma i i dati raccolti sono pochi. «I medici sono impegnati a combattere il Covid».

Si stimano 2,58 malati ogni mille residenti

UDINE. Puntuale all’appuntamento d’autunno, è arrivata l’influenza. Che, rispetto agli anni passati, soffrirà sul fronte della rilevazione, con i medici di medicina generale (molti dei quali nel ruolo di “medici sentinella” che si fanno carico del monitoraggio) già oberati di lavoro a causa del coronavirus. Rispetto all’avvio della sorveglianza, scattato il 9 novembre, a oggi, è stato redatto infatti un solo rapporto Influnet sui casi diagnosticati nel Paese, peraltro abbastanza parziale. «A causa dell’ emergenza Covid-19, alcune Regioni sono in una fase organizzativa e non tutti i medici partecipanti alla sorveglianza Influnet hanno reso disponibili i dati da loro raccolti».

✉️ Al Messaggero Veneto abbiamo deciso di attivare una nuova newsletter per fare il punto ogni settimana sul Covid. Iscriviti qui, è gratis

In regione

Dalle informazioni disponibili si desume dunque che nella 47esima settimana del 2020, l’incidenza delle sindromi simil-influenzali sia ai livelli di base, pari a 2,58 casi per mille assistiti. Un dato abbastanza omogeneo, fatta eccezione per Piemonte e Provincia autonoma di Trento, che hanno invece già segnalato un’incidenza maggiore. Sulla base dell’impatto rilevato, si stima dunque che in Friuli Venezia Giulia poco più di 3 mila persone abbiano contratto l’influenza o soffrano di sindromi para-influenzali.

I virus

Dalle prime diagnosi confermate dal laboratorio, i virus in circolazione in questo autunno-inverno sono quelli previsti. Identificato infatti il virus A sottotipo H3N2, uno dei tre compresi nel vaccino antinfluenzale. Secondo gli esperti potrebbero essere 4 i virus influenzali in circolazione (due ti tipo A e due di tipo B), che in teoria dovrebbero avere una capacità diffusiva piuttosto elevata.

Diversamente dal passato, però, molte delle nostre abitudini sono cambiate (distanziamento sociale in primis) e le raccomandazioni del passato (coprire naso e bocca quando si tossisce o si starnutisce, lavarsi spesso le mani ecc.) sono diventate prassi quotidiana, e questo probabilmente ci aiuterà nel contrasto all’epidemia di influenza.



Vaccini

Cosa di non poco conto se consideriamo l’esistenza della pandemia da Covid-19 già in atto, che ridurrebbe i margini di assistenza ai pazienti fragili che dovessero contrarre l’infezione. Naturalmente il primo baluardo di difesa è la vaccinazione.

I dati sull’adesione della popolazione target ancora non sono disponibili, ma sentendo i medici di medicina generale, non sono stati necessari molti solleciti per spingere le persone facenti parte delle categorie più a rischio, a sottoporsi all’immunizzazione - la campagna è ancora in corso -, tanto che la prima tranche di vaccini è andata esaurita e i medici attendono dalla Regione le nuove consegne. Numerose le lamentele, poi, nelle farmacie per l’indisponibilità di vaccini da parte di chi, pur non rientrando nella popolazione target, voleva proteggersi dall’influenza.

Pancake di ceci con robiola e rucola

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi