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Test di massa in Valcellina: a Barcis a sorpresa gli unici positivi sono il sindaco e il vice

I primi dati non evidenziano particolari situazioni d’emergenza. In tutta la valle trovati soltanto 7 positivi su 1.018 controllati


BARCIS. Il vero colpo di scena dello screening di massa disposto ieri in Valcellina per combattere la diffusione del Covid l’ha riservato il Comune di Barcis: gli unici positivi intercettati durante i tamponi ai residenti sono stati il sindaco Claudio Traina e il suo vice, Diego Riccioni. I due, asintomatici e anche ieri molto attivi nella gestione logistica della giornata, si sono subito ritirati in quarantena.



«Posso dire di aver toccato con mano l’importanza di questo controllo a tappeto», ha commentato Traina rassicurando concittadini e colleghi. Non prima di aver messo in guardia tutti da «un virus subdolo che ti colpisce senza far rumore e anche se ti sembra di non aver mai sgarrato con le misure di prevenzione».



A Traina e a Riccioni sono andati i saluti del vicegovernatore del Fvg, Riccardo Riccardi, che ieri pomeriggio è arrivato in zona per testimoniare la vicinanza alla popolazione. «Gli amministratori locali rischiano in prima persona pur di adempiere al loro mandato e meritano un plauso forte», ha detto Riccardi.

Alla fine la Valcellina ha risposto all’unanimità all’appello dei Comuni. Per l’intera giornata di ieri centinaia di residenti di ogni età si sono infatti messi diligentemente in fila all’esterno degli ambulatori allestiti per lo screening anti-Covid disposto dalla Regione. Non sono ancora stati resi noti i dati definitivi delle positività effettivamente riscontrate ma da un primo riscontro pare trattarsi comunque di percentuali molto basse, spesso sotto la media statistica.

Secondo i primi dati, a Cimolais e Claut 5 positivi su 650 controlli, a Erto 2 su 208, a Andreis zero positivi su 160. Ci vorrà comunque del tempo prima degli esiti ufficiali visto che ieri sono stati effettuati i test rapidi. Solo chi è risultato positivo è stato subito sottoposto anche a prova molecolare vista la possibilità di errore (il responso sarà comunicato direttamente agli interessati nei prossimi giorni).



Enorme la mobilitazione di volontari della Protezione civile per garantire il distanziamento ma anche per distribuire bevande calde agli operatori sanitari e alla popolazione. A Pinedo sono stati convogliati i veicoli di chi vive a Claut e Cimolais. Grazie a un preventivo sistema di avvisi, non si sono formate code particolarmente lunghe all’imbocco della zona industriale dove era stato allestito il drive in. In prima fila anche il sindaco di Claut, Gionata Sturam, e il suo collega di Cimolais, Davide Protti.

Le squadre di pronto intervento si sono recate al domicilio dei più anziani e dei soggetti sprovvisti di mezzi per accompagnarli al check point. Alcuni familiari non conviventi hanno invece chiesto un preventivo permesso per portare con sé dei parenti non automuniti.



A Erto e Casso su 350 iscritti all’anagrafe si sono presentati in ambulatorio più di 200 persone. «Tolti i bambini sotto i 6 anni, gli infermi e chi si trova in quarantena o ha già eseguito il test, possiamo affermare con sicurezza che il paese ha aderito al 100 per cento alla mobilitazione», ha affermato con una punta di orgoglio il primo cittadino Fernando Carrara. In Val Vajont è stato scelto l’ex municipio come sede sanitaria d’emergenza: anche qui, tra stanze riscaldate e sale di attesa “divise”, tutto è andato per il verso giusto, senza assembramenti o situazioni di tensione.

A Andreis, dove lo screening è iniziato nel pomeriggio, si è invece optato per i locali del Comune. Ingressi e uscite ben distinti, volontari pronti all’azione e file ordinate per un evento che si preannuncia storico. «C’era chi temeva defezioni per paura di risultare positivo ma io sapevo già che le cose sarebbero andate diversamente perché conosco il senso di rispetto e di lealtà della mia gente», ha commentato il sindaco Fabrizio Prevarin.

 

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