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Coronavirus, la situazione in Fvg: i casi per 100 mila abitanti sono oltre la media nazionale. I dati e il monitoraggio dell'Iss

UDINE. Pur restando in zona arancione, in Friuli Venezia Giulia la valutazione del rischio e l’incidenza del contagio da Sars-Cov2 per centomila abitanti peggiora.

Lo rivela il report settimanale dell’Istituto superiore di sanità (Iss): dal 16 al 22 novembre con 4.350 nuove positività l’incidenza dei casi per 100 mila abitanti è pari a 359,10, più alta della media nazionale che si è fermata a 320,87. La settimana scorsa la stessa incidenza era 308,08 casi e la media nazionale 351,65.

La probabilità stimata sette giorni fa si è concretizzata: in regione la valutazione del rischio è passata da moderato ad alto e, come nel resto del Paese, il Natale 2020 si preannuncia senza cenone e con gli impianti sciistici chiusi.

Ieri, nel corso della conferenza stampa della Cabina di regia, il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro, si è soffermato sulla situazione del Friuli Venezia Giulia e ha spiegato che l’indice di contagio Rt a 7 giorni, quello che ci dice cosa sta succedendo, è 1,09. Se da un lato questo dato evidenzia la decrescita rispetto all’indice calcolato a 14 giorni (1,17), dall’altro resta alto perché «sopra l’1 – ha chiarito Brusaferro – è un valore di crescita e l’obiettivo è andare sotto l’1».

Il Friuli Venezia Giulia – sono sempre le parole di Brusaferro – «ha un numero di casi significativo e questo numero di casi deve portare a una grande attenzion e a misure da adottare sia a livello sociale di mitigazione del rischio, sia individuali». Il messaggio è chiaro: serve qualche sforzo in più perché, leggendo i numeri, il passaggio dalla zona arancione a quella gialla non sembra così scontato.

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