Il Covid si porta via l’ex sindaco di Teor Pietro Moratti

Marmista in pensione, aveva 78 anni ed è morto all’ospedale di Udine. Impegnato anche nel sociale, amava la storia e l’arte

RIVIGNANO TEOR. È mancato a 78 anni Pietro Moratti, già sindaco di Teor, un riferimento nella comunità e nel suo paese, Campomolle, per le numerose attività svolte nel sociale. Positivo al coronavirus, si sarebbe dovuto sottoporre a un’operazione importante, rinviata per l’emergenza sanitaria, per cui quando il contagio l’ha attaccato le condizioni per combatterlo non c’erano. Moratti per una vita ha fatto il marmista e quindi esposto ancor di più alla malattia, che lo ha portato via in meno di una settimana, un calvario disperato fra gli ospedali di Latisana, San Daniele e Udine.

Pietro, nato a Campomolle, avrebbe voluto entrare in aeronautica (ancora manteneva la tessera dell’Associazione), ma le condizioni familiari non glielo hanno permesso. Così, dopo la scuola di motorista di aviazione, è andato a lavorare come marmista da Sgrazzutti a Rivignano, dove è rimasto fino alla pensione. Le sue competenze erano versatili, come spiega la figlia Barbara: «Aveva la matematica nel sangue, non gli serviva quasi neanche prendere le misure per i lavori col marmo.

Amava molto la storia e l’arte: mi rende particolarmente orgogliosa è che da amministratore ha fondato il Progetto integrato cultura, una realtà ancora attiva e valida, assieme al sindaco di Teor, Giancarlo Pestrin, e quello di Codroipo, Vittorino Boem. Mio padre ha seguito le pubblicazioni Presenze romane e l’avvio di Cuore dello Stella. Portando noi figli a scuola di musica nella banda Primavera, anche lui ha suonato grancassa e piatti. Per anni ha fatto l’attore nella compagnia Primule, dove riusciva a interpretare qualsiasi parte, tragica o comica, maschile o femminile. Aveva una bella voce da tenore. Nello stesso tempo amava l’operatività di appassionato coltivatore dell’orto e quando avanzavano prodotti li regalava».

Come rileva l’ex sindaco di Teor, oggi assessore, Fabrizio Mattiussi, è stato lungo l’impegno di Moratti in amministrazione: assessore nel primo mandato Pestrin (’95 - ’99), nel secondo è stato vicesindaco (’98 - 2002). In seguito alla morte di Pestrin ha retto il Comune per un anno, presentandosi poi come candidato sindaco contro Mattiussi stesso e completando la presenza in consiglio con un mandato da capogruppo di opposizione.

Nel suo periodo, il completamento del Pip, l’ammodernamento dell’illuminazione pubblica, la realizzazione del polifunzionale. «Pur consapevole delle proprie potenzialità è stato sempre mite, umile, disponibile senza apparire – ricorda Mattiussi –. Lasciato l’impegno politico, Pietro si è dedicato più intensamente al sociale collaborando con l’associazione Cerchio della vita, che assiste le persone in difficoltà, da autista accompagnatore per visite mediche e spese. Mancherà a tutti, la mia vicinanza alla famiglia». Alle condoglianze si associano il sindaco, Mario Anzil, che ricorda dello scomparso anche il convinto appoggio nelle battaglie per la friulanità, e il parroco Paolo Brida.

La scomparsa di Pietro lascia nel dolore profondo, oltre a Barbara che risiede a casa dei suoi, la figlia Michela pure di Campomolle, il figlio Federico di Lestizza e famiglie. Lo piangono la moglie Sandrina Battiston, originaria di Sedegliano, e tanti amici ed estimatori.
 

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