Coronavirus, la novità in Fvg. L’esito del tampone in tempi più rapidi: arriverà con un sms

Riccardi: gli arretrati non caricati in tempo? Responsabilità di tutti. Lunedì 30 vertice Stato-Regioni sul Dpcm di Natale

UDINE. Si è chiusa una settimana molto complicata sul fronte Covid 19 in Friuli Venezia Giulia: record di vittime (171, mai così tante), numero di contagi ancora elevato, costante pressione sugli ospedali, indice Rt che scende, ma che resta superiore a 1.

Lunedì 30 se ne apre un’altra di settimana e tutti sperano che sia quella della svolta positiva, anche in vista delle festività natalizie. In proposito, proprio per lunedì è prevista una riunione tra rappresentanti del governo e Conferenza delle Regioni, per fare il punto sul nuovo Dpcm che il premier Conte dovrebbe firmare entro il 3 dicembre e che conterrà tutte le norme relative proprio al Natale su spostamenti, scuola, aperture di negozi e locali pubblici e celebrazioni religiose.



Tornando in Friuli Venezia Giulia, l’assessore alla Salute Riccardo Riccardi annuncia una novità importante. «Nei prossimi giorni risolveremo il problema della comunicazione dell’esito del tampone - dice - . Il cittadino avrà nel suo telefonino la risposta se “positivo” o “negativo”, attraverso l’invio di un sms.

Si velocizzeranno i tempi, poi si dovrà comunque avere il certificato, ma ci arriviamo. E avvieremo anche un lavoro importante per seguire le persone positive e non solo quelle. È un progetto del Servizio sanitario, faremo assistenza mirata alle persone colpite da Covid o che potenzialmente potrebbero essere colpite dall’infezione, ma ne illustreremo i dettagli».



Un problema che è emerso negli ultimi giorni è quello del mancato o ritardato caricamento di tutti i tamponi effettuati. Un arretrato che poi ha pesato sul bilancio complessivo dei conteggi. Una questione che coinvolge le strutture private, il sistema informatico e la Regione con il relativo rimpallo di responsabilità.

«Si è verificato un problema nel caricamento dei dati - ammette Riccardi - . Ma il rapporto con i privati funziona. I dati però sono quelli, altrimenti non avremmo un Rt in calo, nonostante l’arretrato di tamponi.

A me interessa risolvere il problema, non attribuire colpe. Sicuramente quando succedono queste cose c’è un pezzo di responsabilità dappertutto. Per le valutazioni complessive il tema dei flussi è importante, riguardo il tracciamento, invece, facciamo difficoltà, ma come accade nel resto delle Regioni.

Anche il bollettino di domenica 29 sconta un ritardo nel caricamento, tamponi ne sono stati fatti di più, non solo 3.200. Le schede non sono state caricate entro mezzogiorno, perchè avevamo mille cose da fare. Ma la sostanza dei dati epidemiologici non cambierà quando ogni elemento sarà disponibile».



Intanto lunedì 30 si conclude, con lo screening di massa a Paularo, l’indagine sui 6 comuni che presentavano indici di positività, in rapporto agli abitanti, molto elevati. Nei piccoli paesi finora testati, sono emersi pochissimi nuovi positivi.

«È vero si attestano tra l’1 e l’1,5% - conferma l’assessore regionale alla Salute - , vediamo come va Paularo che è il Comune più grande di quelli che abbiamo deciso di esaminare. Effettivamente pensavamo di trovare una quota maggiore di contagiati, almeno stando ai dati che avevamo prima dello screening generalizzato.

Non so se ripeteremo l’operazione in altri comuni, anche se ce ne sono diversi che presentano un alto tasso di contagi. Prima va fatto un bilancio di questi giorni, che resterà utile per sapere in che direzione procedere».

Infine l’andamento complessivo dell’epidemia, che presenta luci e ombre. «Siamo ancora alti come numero di contagi, anche se l’ultima settimana è andata meglio della precedente - conclude Riccardi - . A oggi la situazione è di un Rt in calo, auspichiamo che continui a calare per piegare la curva, è l’indice più importante.

La situazione negli ospedali non è cambiata, è in linea con quella del resto del Paese con tutte le difficoltà del caso, perchè il virus comunque si sta muovendo. C’è pressione sul sistema sanitario, più sui reparti che sulla terapia intensiva, e c’è una significativa presenza di persone in isolamento domiciliare».

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