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Consumazioni nei bar e ingressi contingentati nei negozi: la Regione studia una nuova ordinanza

UDINE. La Regione attende almeno una bozza del nuovo Dpcm di Giuseppe Conte – che dovrà essere varato entro e non oltre giovedì per entrare in vigore il giorno successivo -, ma intanto studia l’ordinanza, valida soltanto per il nostro territorio, che dovrà essere emanata in parallelo nel caso in cui, come si auspicano a piazza Unità, i numeri confermino il ritorno del Friuli Venezia Giulia in zona gialla.

Fedriga, in particolare, pensa – ma siamo ancora nel campo delle ipotesi – di obbligare alle consumazioni nei bar, ristoranti pub e quant’altro, che ricordiamo eventualmente potrebbero tornare a lavorare non soltanto per asporto o consegna a domicilio fino alle 18, soltanto seduti e durante l’intero arco della giornata.

Oppure, ancora, si riflette sulla possibilità di contingentare l’ingresso nei negozi a un numero massimo tarato sulle dimensioni dell’esercizio commerciale, in modo da provare a limitare al massimo gli assembramenti.

Si vedrà, in ogni caso, nel corso dei prossimi due giorni nei quali si capirà come intende muoversi il Governo e le scelte sul colore delle regioni che, circola una voce a Roma, potrebbero comunque restare immutati fino al termine della settimana, con una proroga della situazione attuale, in modo tale da poter verificare anche i dati dell’ultimo monitoraggio da parte dell’Istituto superiore di sanità.

Parliamo di un Governo, tra l’altro, che questa mattina, nel corso della Conferenza Stato-Regioni, ha confermato la linea dura con il mantenimento delle attuali limitazioni, compresa la definizione a tre colori dei territori, almeno fino a metà gennaio.

“L’intenzione di Roma è quella di non allentare nessun vincolo – conferma Massimiliano Fedriga – fino al 15 gennaio. Ne prendiamo atto, ma certamente come Regioni abbiamo chiesto non soltanto che vengano assicurati ristori chiari e sostanziosi alle attività turistiche stagionali, ma anche che venga predisposto un serio piano d’azione, e sul lungo raggio, da qui a primavera.

Non possiamo certo pensare, infatti, di trascinarci nella situazione attuale fino a marzo o ad aprile perché il Paese non sarebbe in grado di reggere economicamente l’urto. La quarantena per chi rientra dall’estero? Al momento non abbiamo ricevuto alcuna risposta”.

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