Quattordicimila contagiati e terapie intensive sotto pressione, gli esperti: a ottobre il dato è raddoppiato tre volte, ora vicini al picco

UDINE. Un esercito di contagiati: non ce ne sono mai stati così tanti in Friuli Venezia Giulia come in questi ultimi due giorni. Martedì 1 dicembre, secondo il bollettino ufficiale della Regione, le persone attualmente positive erano 14.847; addirittura di più lunedì, quando si è toccato quota 14.876.

La quasi totalità isolati in casa, gli altri ricoverati. Ma proprio per essere arrivati così in alto, ci si attende ora che la curva finalmente diventi piatta dopo aver comunque frenato la sua crescita negli ultimi giorni.

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Un auspicio che dovrebbe anche rendere più attuabile il tanto auspicato ritorno in zona gialla. Restano però pesantissimi anche altri numeri, quelli legati ai ricoveri in terapia intensiva (62) e negli altri reparti (637), oltre al terribile bilancio dei decessi a cui ieri si devono aggiungere altre 25 persone, facendo così salire il numero dei lutti dall’inizio della pandemia a 863 nella nostra regione.

I numeri e le curve

Un quadro non certo incoraggiante, ma che gli esperti possono valutare da particolari angolazioni. Quella dei matematici è forse la più neutrale visto che a parlare sono i numeri e le curve. «Il dato dei nuovi contagi in valore assoluto non è rassicurante, non è per nulla da sottovalutare – commenta il professor Agostino Dovier, coordinatore dei corsi di studio in discipline informatiche dell’università di Udine – . Anzi, è il peggior dato delle giornate di martedì dall’inizio della epidemia.

Ma visto che anche tre settimane fa i dati erano piuttosto alti, cominciamo ad avere un numero di guariti dello stesso ordine di grandezza e purtroppo un numero di malati più seri e di deceduti che cresce in proporzione. Ricordiamo che i deceduti fanno calare gli attualmente positivi, ma non è certo così che vorremmo che diminuisse questo dato. Il risultato netto è che anche a fronte di 736 nuovi contagiati il numero degli attualmente positivi è leggermente calato rispetto a lunedì.

Un dato, questo, che conferma le previsioni sull’andamento della curva. Diciamo che potremmo essere arrivati al picco. Speriamo, ma attendiamo conferme nei prossimi giorni. È comunque un picco con numeri importanti e ovviamente speriamo che con l’aiuto e l’attenzione di tutti la curva ora inizi a scendere. In altre regioni come Lombardia e Piemonte questa svolta c’è già stata».



A ottobre dato raddoppiato tre volte
Il docente ha realizzato una tabella su scala logaritmica  che – al di là di alcune specificità matematiche – ci mostra come a luglio, agosto e settembre i contagi siano raddoppiati ogni mese. A ottobre, invece, questa progressione ha subito un’impennata tanto che in quei 31 giorni il dato è raddoppiato tre volte. Ora stiamo assistendo a una nuova frenata che potrebbe portare all’appiattimento della curva.

Lo studio del professor Dovier su scala logaritmica: a luglio, agosto e settembre i contagi sono raddoppiati. A ottobre, il dato è raddoppiato tre volte. Ora una frenata

PER APPROFONDIRE: 

Di questa accelerazione e dei numeri sempre in crescita degli ultimi giorni ha tenuto conto anche la Fondazione Gimbe che nel suo costante monitoraggio dell’epidemia in Italia ha lentamente fatto scivolare il Friuli Venezia Giulia nel quadrante più a rischio della sua suddivisione del Paese.

Il consueto grafico della fondazione ha visto progressivamente passare il Fvg dal quadrante verde a quello arancione e infine a quello rosso (i colori scelti non vanno confusi con quelli utilizzati dal Governo per definire le fasce e le restrizioni).

Questo significa che secondo le rilevazioni statistiche di Gimbe che fanno riferimento al periodo compreso fra il 24 novembre e il primo dicembre, il Fvg è stato sopra la media nazionale per la velocità di diffusione del contagio. Ma si trova sopra la media nazionale anche per la percentuale di contagiati rispetto alla popolazione (dati riferiti alle ultime due settimane). E nella zona rossa di Gimbe il Fvg sta peggio di Veneto, Emilia Romagna e Campania.