Zaia: oltre 3mila ricoveri e 107 morti in Veneto, il governo deliberi sugli assembramenti

VENEZIA. Giornata nera per l'andamento dell'epidemia da coronavirus in Veneto. Con 107 morti nelle ultime 24 ore si tratta del dato peggiore della seconda ondata. I ricoverati sono più di tremila (2.706 in area non critica, 330 in terapia intensiva), quasi 700 in più che nel picco della prima ondata, a marzo.

Questo nonostante il virus appaia meno diffuso fra la popolazione (in percentuale rispetto ai tamponi eseguiti). "L'aumento dei ricoveri si spiega quindi con il fatto che rispetto a marzo non abbiamo più il lockdown", dice il presidente della Regione Luca Zaia

Zaia in mattinata ha avuto una nuova riunione in collegamento video con i ministri Boccia e Speranza. «La casa si costruisce da fondamenta e non dal tetto, è inutile concentrarsi su pista sci, teatro o cinema. Ho detto ai ministri: se l'assembramento è il problema, deliberate su assembramento».

«È inutile - ha aggiunto Zaia - che il gestore del cinema si trovi la sala vuota e la piazza piena. Ho chiesto che ci sia una norma che abbia una ricaduta perequativa. L'altro tema - ha concluso - che i ristori siano una certezza».

Zaia ha richiamato il bisogno di una «riscrizione di un patto sociale sul Covid perchè è fondamentale pensare che il viaggio da qui ad aprile, perchè ad aprile usciremo da questa fase acuta, è troppo lunga per lasciarlo in gestione ad ordinanze e Dpcm. Non si può gestire tutto con la costrizione e l’imposizione, altrimenti ci facciamo tanto male».

NATALE

«Si parla tanto di rinuncia a Natale, ma si abbia rispetto verso quelli che a Natale lavoreranno negli ospedali», dice Zaia. «Non è un male che si faccia il Natale un po' come una volta. Quel giorno ricordiamoci dei sanitari e delle persone malate». 

SCI

Sulla questione dell'apertura o meno della stagione dello sci, Zaia ha detto che una delle ipotesi di lavoro potrebbe essere consentire di sciare solo a chi soggiorna in albergo o in appartamento in una delle località di montagna, ma ha anche precisato che non gli sembra, allo stato, che questa idea sia presa in considerazione. «Ho ricordato ai ministri che se si chiudono le piste da sci da noi si chiudano anche negli altri Paesi. Il ministro Boccia dice che il premier sta lavorando perché tutti chiudano, staremo a vedere».

Pancake di ceci con robiola e rucola

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi