Contenuto riservato agli abbonati

Il sindacato: «Stop alle attività non urgenti, tutto l’ospedale al servizio dei casi Covid»

Medici e dirigenti: «E immediato coinvolgimento operativo degli specializzandi». L’Ordine: «Non siamo stati ascoltati dalla politica»

UDINE. «L’utilizzo di tutte le strutture fisiche e di tutto il personale aziendale per la cura dei pazienti Covid, l’immediato coinvolgimento operativo dei medici specializzandi (medici a tutti gli effetti) nelle attività correlate al coronavirus e la sospensione temporanea delle attività non urgenti in tutte le strutture dell’ospedale di Udine», dato che «ci risulta che ancora oggi vengono erogate prestazioni programmate, non urgenti, presso vari reparti dell’ospedale, in modo incompatibile con l’attuale emergenza».

È questo quanto propone Anaao Assomed, il sindacato dei medici e sanitari dirigenti, per far fronte «alla situazione attuale dell’ospedale di Udine che vede una grave sofferenza sia in termini di strutture sia in termini di personale». Ieri le ambulanze non hanno stanziato per ore, in fila, all’esterno del Pronto soccorso del Santa Maria della Misericordia, scena che invece si è verificata nella serata di lunedì a causa di un iper afflusso di pazienti, che ha messo in luce le falle del sistema ospedaliero di Udine, che si mostra inceppato proprio al Pronto soccorso, “porta d’ingresso” della struttura. I medici, però, fanno fronte compatto.



A fare da eco al documento-denuncia che ventotto dirigenti medici dell’ospedale udinese martedì hanno indirizzato al direttore generale dell’AsuFc Massimo Braganti, lettera nella quale sono emersi carenza di personale, affollamento nell’Area Covid e attese di parecchie ore, è il sostegno dei sindacati e pure dell’Ordine dei medici.

«La lettera dei dirigenti medici del Pronto soccorso e Medicina d’Urgenza dell’ospedale di Udine a fronte della attuale situazione di emergenza scuote le coscienze di tutti noi – chiosa il segretario regionale Anaao Assomed Valtiero Fregonese –. Le loro affermazioni sono puntuali, documentate e reali. I professionisti con correttezza si rivolgono alla Direzione e alle organizzazioni sindacali per esprimere tutto il disagio e la difficoltà nel loro operato: sono i medici che ogni giorno e ogni notte tutelano la nostra salute, ci aiutano letteralmente a “respirare” e a vivere. Il discrimine tra vita e morte passa attraverso il loro lavoro». È netta, peraltro, la posizione di Anaao Assomed in merito al da farsi in regione: «Al presidente Fedriga e all’assessore Riccardi chiediamo con forte determinazione di non adottare misure generalizzate di riapertura delle attività in Fvg – afferma Fregonese –. La Federazione nazionale degli Ordini dei medici e l’Anaao Assomed hanno sostenuto già da ottobre 2020 la necessità di un lockdown generale, unica misura che consente il contenimento del contagio su scala nazionale e regionale. Non permetteremo che il grido di dolore dei medici dell’ospedale di Udine sia inascoltato e sottovalutato».


Offrendo la propria disponibilità a «collaborare con chi riveste il compito di organizzare la prestazione sanitaria attraverso l’opera dei professionisti, per la ricerca di soluzioni ottimali ai complessi problemi che ogni giorno si presentano all’attenzione dei medici e di tutti gli operatori sanitari che lavorano in prima linea, con enormi sacrifici e rischi elevatissimi di contagio», anche l’Ordine dei medici dimostra «solidarietà e vicinanza alla luce della grave e dettagliata denuncia da parte dei dirigenti medici del Pronto soccorso di Udine in relazione alle carenze organizzative sui vari fronti». Nell’elenco, infatti, sono finite mancanze strutturali che rischiano di ricadere direttamente sull’organizzazione e sulla salvaguardia del diritto alla salute della collettività.

A colpire l’ordine professionale è il fatto che le «varie proposte formulate dai medici ai vertici aziendali e ai responsabili politici pare non siano state ascoltate ne recepite, specialmente quelle relative alla sicurezza degli operatori sanitari – afferma il presidente dell’Ordine dei medici Maurizio Rocco –. Si tratta di un atteggiamento non accettabile, ancor più in un momento storico di grave e pericolosa criticità per la vita e la salute dei cittadini». —


 

Vellutata di asparagi al latte di cocco

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi