Ecco il nuovo decreto, il 25 e il 26 chiusi i confini dei Comuni. Scontro sui ricongiungimenti, le indicazioni per le tavolate delle festività

La versione definitiva del documento sarà varata entro la serata del 3 dicembre dopo il confronto con le Regioni. Nel governo passa la linea dura

UDINE. Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge che permette al governo di fermare dal 20 dicembre al 6 gennaio gli spostamenti tra le regioni. Il conto alla rovescia è iniziato. La data fatidica è il 4 dicembre. Per quel giorno il nuovo Dpcm al quale lavora il governo dovrà essere pronto. Il nuovo provvedimento viene accompagnato da un decreto legge che ne allunga la durata da trenta a cinquanta giorni. Ecco in sintesi (poi nel dettaglio nel resto del pezzo) che cosa succederà e come verranno regolamentate le festività. Divieto di lasciare la propria regione dal 21 dicembre al 6 gennaio, ed è proibito lasciare anche il proprio Comune a Natale, Santo Stefano e Capodanno. Si delinea il quadro delle misure che saranno il cuore del prossimo Dpcm.

Ma sul piatto i punti ancora aperti non sono pochi. Vediamoli.

I nodi aperti

Uno dei temi più controversi è l’apertura dei ristoranti a pranzo nei giorni 25, 26 dicembre e 1 gennaio, giorni in cui sarà vietato uscire dal proprio Comune. Italia Viva rivendica di aver ottenuto rassicurazioni, anzi, il via libera su questo dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte.  Ma la tensione nel fronte rosso-giallo resta e non concerne solo i ristoranti a pranzo. Uno fra i temi più incandescenti è relativo allo stop della mobilità anche tra i Comuni nei giorni delle festività.  Si potrà far visita ai nonni? E’ un punto fortemente in discussione. C’è, infatti, molta fibrillazione sul tema dei ricongiungimenti familiari (ci sarà una deroga per chi va a trovare i genitori soli in casa), mentre non ci dovrebbe essere più la «stretta» sugli alberghi di montagna che potranno restare aperti ma non potranno fare cenoni: servizio solo in camera. 

Ricevimenti a casa
Nel provvedimento che entrerà in vigore il 4 dicembre ci sarà una forte raccomandazione a non ricevere a casa persone non conviventi, anche se non verrà inserito alcun limite per il numero dei commensali. Confermato il coprifuoco alle 22, mentre sulla possibilità di raggiungere le seconde case l'ala più rigorista mantiene la linea dura. Confermata la quarantena per chi arriva dall'estero, stop alle crociere e alle vacanze sulla neve. Negozi aperti fino alle 21, bar e ristoranti fino alle 18, poi sarà consentito solo il servizio d'asporto.

Resta aperto il nodo scuola. Di Maio, al pari del ministro Azzolina, spinge per riaprirle, Iv è d'accordo ma lega l'ok al tema dei trasporti, più freddo il Pd. Domattina la bozza del dpcm sarà inviata alle Regioni che dopo la riunione della Conferenza dei governatori incontreranno il governo. Diverse le richieste che verranno avanzate: dalla necessità di permettere i ricongiungimenti, alla possibilità di dare un via libera alla circolazione tra Comuni e regioni e a ristori subito per le categorie che verranno danneggiate dalle ulteriori misure restrittive. La strategia dell'esecutivo è quella di puntare su un criterio che porti l'Italia tutta in una zona gialla «rafforzata». Il premier poi illustrerà il provvedimento in conferenza stampa e firmerà il dpcm. 

Coprifuoco
Divieto di circolazione dopo le 22 e fino alle 5 del mattino successivo se non per motivi di necessità, lavoro o salute. Il limite varrà anche per Natale, Santo Stefano e a Capodanno. Per questo motivo le messe della vigilia dovranno essere anticipate per permettere ai fedeli di ritornare a casa allo scoccare del coprifuoco.

Mobilità tra Regioni
Dal 21 dicembre non ci si potrà più spostare neppure tra regioni gialle. Saranno permesse deroghe per ritornare ai luoghi di residenza e/o di domicilio, inoltre forse per ricongiungimenti familiari specie nel caso di anziani soli da raggiungere. Restano le eccezioni per motivi di necessità, lavoro o salute. L'ampiezza delle deroghe è in discussione in queste ore nel governo. Un nodo da sciogliere è quello delle seconde case, se permettere di andarci o meno. la tesi più gettonata è che si possano raggiungere solo le seconde case nelle regioni di residenza. 

No agli spostamenti tra Comuni
E' la novità che potrebbe arrivare tra le restrizioni previste: il 25 e 26 dicembre e il 1 gennaio potrebbe essere proibito spostarsi dal Comune nel quale ci si trova, che sia quello di residenza, domicilio o meno.

Quarantena per chi torna dall’estero
La misura, che dovrebbe essere valida dal 20 dicembre, è pensata soprattutto per chi intenda andare a sciare in Svizzera - che ha tenuto le piste aperte - o in Paesi dell'Unione europea, come Slovenia e Austria, con quest'ultimo paese che ha annunciato di aprire le piste solo ai residenti.

PER APPROFONDIRE: 

Ristoranti aperti
Si potrà pranzare al ristorante il 25 e 26 dicembre, a Capodanno e per l'Epifania. La sera invece resteranno chiusi visto il regime di coprifuoco in vigore.

 

Negozi e Outlet
I negozi dovrebbero restare aperti nei giorni delle festività per lo shopping fino alle 21, per permettere di «spalmare» la clientela lungo un arco di tempo più ampio possibile e ridurre il rischio di assembramenti. I centri commerciali saranno aperti nei fine settimana fino al 20 dicembre, ma chiusi nelle festività natalizie.

Impianti sci chiusi ma Hotel aperti
E’ uno dei punti fermi a poche ore dalla definizione del Dpcm: gli impianti di risalita restano chiusi per il rischio assembramenti. Aperti invece gli alberghi di montagna dove sarà possibile fare il cenone ma in camera.

Niente crociere
Fino a qualche giorno fa sembravano una delle poche isole (galleggianti) felici, pur con strettissime misure di sicurezza. Invece il governo ha deciso di proibire i viaggi sugli hotel del mare.

Scuola in presenza
E' un'ipotesi che avrebbe avanzato il premier Giuseppe Conte per "dare un segnale": Diminuire la percentuale di studenti che fanno lezione a distanza. La scuola nel suo complesso dovrebbe comunque riaprire dopo la Befana. La Ue ha indicato come misura cuscinetto di allungare le vacanze di Natale e dunque posticipare il rientro in aula.

I colori delle Regioni
Confermato il sistema delle fasce, rossa, arancione e gialla in ordine decrescente di diffusione del contagio e di pressione sul sistema sanitario, con conseguenti misure più stringenti. L'obiettivo è portare entro metà dicembre tutto il Paese in fascia gialla, la meno rigorosa, ma rafforzata da divieti di mobilità e altre restrizioni valide per il periodo delle festività. 

La bozza del decreto
Nell’articolo 1 della bozza si legge (articolo 1, comma 1, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35) che le parole «di durata non superiore a trenta giorni» e riferite al provvedimento che dovrà essere adottato con il Dpcm da approvare entro il 4 dicembre, sono sostituite dalle seguenti: «Di durata non superiore a cinquanta giorni». Quanto agli spostamenti, ecco la conferma: «Dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 è vietato, nell’ambito del territorio nazionale, ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, e nelle giornate del 25 e del 26 dicembre 2020 e del 1° gennaio 2021 è vietato altresì ogni spostamento tra comuni, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, con esclusione degli spostamenti verso le seconde case ubicate in altra Regione o Provincia autonoma e, nelle giornate del 25 e 26 dicembre 2020 e del 1°gennaio 2021, anche ubicate in altro Comune, ai quali si applicano i predetti divieti».

La bozza, che di fatto è la traccia che ricalca le parole pronunciate alle Camere dal ministro della Salute Roberto Speranza, deve essere inviata alle Regioni perché abbiano tempo per formulare rilievi prima della firma del presidente del Consiglio. Una volta recepite le osservazioni delle Regioni il governo dovrebbe fare un'ultima messa a punto della bozza, perché Conte la possa firmare. Una volta che sarà arrivata la firma, il Dpcm verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Le misure saranno così in vigore dal 4 dicembre.

E ancora, al punto 3. «Con riguardo all’intero territorio nazionale, nel periodo dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 i decreti del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020 possono altresì prevedere, anche indipendentemente dalla classificazione in livelli di rischio e di scenario, specifiche misure rientranti tra quelle previste  dall’articolo 1, comma 2, dello stesso decreto-legge».


 

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