Il nuovo Dpcm di Natale spiegato bene: ecco cosa si può fare e quali sono i nuovi divieti introdotti da Conte

Il premier: «Dobbiamo evitare la terza ondata». Le vittime in 24 ore sono 993, record negativo dall’inizio della pandemia

ROMA. «La strada per sconfiggere la pandemia è ancora lunga, dobbiamo scongiurare la terza ondata che potrebbe arrivare già a gennaio e avere la stessa violenza della prima e della seconda». Il premier Giuseppe Conte ha illustrato all’ora di cena il Dpcm varato per blindare il Natale. Nella conferenza stampa a Palazzo Chigi ha toccato tutti i temi dell’attualità politica: dal Mes al Recovery fund fino al rimpasto. «Abbiamo evitato un lockdown generalizzato, ma ora non dobbiamo abbassare la guardia ed evitare l’impennata dei contagi», ha detto il presidente del Consiglio.

✉ Iscriviti alla nostra newsletter gratuita sul Covid19

Per quanto la situazione stia migliorando, con l’indice Rt a 0,91 che permetterà «nel giro di due settimane» di tingere di giallo tutta la cartina dell’Italia, nelle ultime 24 ore si è registrato il record di vittime per Covid dall’inizio della pandemia: 993. Il 27 marzo scorso, il giorno più nero fino a ieri, i morti erano stati 969. Ecco perché ha prevalso la linea dei rigoristi: calano i ricoveri in terapia intensiva, ma il rapporto tra tamponi e positivi si attesta al 10, 24%, visto che i nuovi casi nell’ultimo bollettino del ministero della Salute arrivano a 23.225 su 226.729 test eseguiti. Per questo il decreto legge “cornice” e il Dpcm, valido dal 4 dicembre fino al 15 gennaio, contengono tutte le restrizioni già annunciate nei giorni scorsi e nessuna delle concessioni che erano state ipotizzate o chieste dai governatori.



Dal 21 dicembre al 6 gennaio sono vietati tutti gli spostamenti tra Regioni, anche per raggiungere le seconde case mentre a Natale, Santo Stefano e Capodanno non si potrà uscire dal proprio Comune. Qualche deroga però sarà permessa. Conte ha chiarito che verrà concessa maggiore libertà nei «casi di necessità» per prestare assistenza ai non autosufficienti, così come sarà sempre consentito il rientro nel Comune di residenza o dove si abita con continuità, formula pensata per assicurare il ricongiungimento delle coppie lontane.



Sul numero dei commensali a tavola il premier ha preferito non sbilanciarsi: «In un sistema liberal democratico non possiamo entrare nelle case dei cittadini con limitazioni stringenti, ma solo con una forte raccomandazione: non ricevere a casa persone non conviventi. La cautela è essenziale per proteggere i nostri cari, in particolare i più anziani», ha ribadito.

Insomma, «sarà un Natale diverso dagli altri ma non meno sentito». L’anno nuovo porterà le cure monoclonali per curare il virus e soprattutto il vaccino. Anche in questo caso il premier ha annunciato un «approccio liberale»: non sarà obbligatorio.



Il 7 gennaio poi riprenderà la didattica in presenza e Conte si è espresso a favore di turni pomeridiani a scuola. Il protocollo per il ritorno sui banchi è stato condiviso con le Regioni: «Abbiamo previsto dei tavoli nelle Prefetture dove siederanno tutte le autorità coinvolte e sta a loro garantire le condizioni di massima sicurezza per i ragazzi». Il premier non ha commentato le tensioni con i governatori e ha insistito sull’unità del Paese: «Non è il momento di far prevalere divisioni e rivalità, ma di agire insieme per ricostruire un futuro migliore».

Sul tormentone Mes si è detto sicuro che la maggioranza c’è e ci sarà: «Non bisogna drammatizzare, il 9 dicembre farò delle comunicazioni in Parlamento per spiegare quali temi affronterò al Consiglio europeo». Una eventuale attivazione del Fondo Salva Stati verrà condivisa con la maggioranza è dovrà passare dalle Camere.

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenuto a «Piazzapulita» su La7, non ci sta a passare come colui che ha imposto la linea dura: «Il governo ha preso le misure necessarie – ha spiegato – l’Rt a 0,91 è un segnale incoraggiante che non avremmo raggiunto se non avessimo messo in campo certe norme». Ma i quasi mille morti stanno lì a testimoniare che «siamo nel pieno dell’epidemia, perciò dobbiamo mantenere la massima attenzione perché basta poco e la curva risale». La crisi è tutt’altro che finita.

Tartellette di frolla ai ceci con kiwi, avocado e yogurt

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi