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Fedriga firma una nuova ordinanza: nei negozi il numero chiuso, dalle 11 al bar solo seduti e multe salate per chi trasgredisce

UDINE. Il Friuli Venezia Giulia tornerà da domenica 6 dicembre in zona gialla, ma i toni e le parole che il presidente della Regione Massimiliano Fedriga ha usato durante la conferenza stampa di sabato mattina con il suo vice Riccardi, sono da allarme rosso.

E subito il governatore, per far capire urbi et orbi che le sue non erano solo frasi di circostanza, ha firmato un’ordinanza piuttosto severa su negozi, locali pubblici, spostamenti, che è già in vigore e sarà valida fino al 15 gennaio 2021.

Il provvedimento ricalca, in più punti, quello che la giunta regionale aveva già licenziato a metà novembre, poi ritirato visto che la regione era stata inserita in zona arancione. La situazione complessiva dunque non è rosea e c’è il rischio che il virus riprenda la sua corsa, proprio in concomitanza con le feste di fine anno. «Siamo ancora dentro la pandemia», ha ammesso Fedriga.

L’ordinanza

«Il numero di contagi resta molto alto, non dobbiamo abbassare la guardia - ha evidenziato il presidente del Fvg - . Il fatto di essere stati riportati in area gialla non significa che il pericolo sia finito. Anzi, un allentamento nei comportamenti potrebbe significare il ritorno in un regime più severo di restrizioni, senza dimenticare il volume di stress a cui sono sottoposti tutti gli operatori del sistema sanitario regionale, che ringrazio personalmente per il grande e valoroso lavoro che stanno facendo.

QUATTRO GRAFICI PER CAPIRE LA SITUAZIONE:

Se pensiamo che possiamo fare quello che vogliamo ci ritroveremo presto in un’altra zona di altro colore, ma soprattutto metteremo a rischio la vita di molte persone. Sono conscio che, con questi numeri i problemi ci sono e ci possono essere. Lo sforzo in questo momento è incredibile, nel rispetto di chi è in prima linea, dobbiamo cercare di mantenere comportamenti e attenzioni che sono fondamentali.

La nuova ordinanza cerca di mettere regole che vadano il più possibile a evitare contagi e rischi». E dunque viene istituito il limite di una persona per nucleo familiare nei negozi di alimentari, mentre per i locali con una superficie fino a 40 metri quadrati è consentito l’accesso a un solo cliente per volta e per i locali con una superficie superiore a 40 metri quadri è consentito l’accesso di un cliente ogni 20 metri quadri e comunque nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti.

Dalle 11 alle 18 le consumazioni nei bar sono consentite solo da seduti. I negozi dovranno esporre sulla porta il cartello con i limiti massimi di capienza. Saranno rigorosi e frequenti i controlli, con sanzioni (fino alla chiusura del negozio o del bar) per il mancato rispetto dei limiti della capienza.

Vi sono poi tre importanti raccomandazioni: gli esercenti dovranno riservare una fascia oraria protetta, dalle 10 alle 12, per gli acquisti degli over 65. Viene poi sconsigliato l’utilizzo del trasporto pubblico se non strettamente necessario e la visita nelle case di persone non conviventi.

«Ringrazio ancora tutto il personale sanitario - ha aggiunto Fedriga - , perchè qua da noi si fa ogni giorno un numero di tamponi estremamente elevato. Regioni che hanno una popolazione come la nostra, fanno meno della metà dei tamponi del Friuli Venezia Giulia.

Continuiamo a fare tantissimi test molecolari per rintracciare i positivi, per preservare la popolazione, siamo arrivati a farne anche 10 mila al giorno. Si tratta di un impegno enorme che non è merito mio, ma merito di chi sta lavorando giorno e notte per dar risposte alla salute dei cittadini.

Con l’ordinanza che ho appena firmato mandiamo questa forte sensibilizzazione nel tenere altissime le precauzioni e l’attenzione per evitare il diffondersi dei contagi, non siamo fuori pericolo, siamo in mezzo al pericolo.

Mi sarebbe molto più facile raccontare quanto bello è essere tornati in fascia gialla, su parametri che non decidiamo noi e non valutiamo noi. Oggi però sono qui a dire ai cittadini di non festeggiare, ma di mantenere un comportamento rigoroso».

Il quadro di Riccardi

«Mi limiterò a scorrere i dati per il passaggio da zona arancione a zona gialla - ha spiegato l’assessore con delega alla Salute - . Questa storia non è finita, anzi.

Dobbiamo continuare a insistere nelle precauzioni, nel rispetto delle regole, il virus sta correndo con una diffusione elevata in regione, il rapporto positivi su tamponi è alto, la distribuzione territoriale del contagio è estremamente diffusa.

Scontiamo un’onda di ritardo rispetto alle altre regioni, abbiamo questa prova forte da sostenere, vale a dire la capacità della convivenza con il virus e il rispetto delle regole. In questa seconda ondata della pandemia sono più colpite le aree dove in primavera si erano registrati meno contagi. Contiamo casi in ogni comune, il virus è ormai capillarmente diffuso.

L’origine dei casi segna uno sviluppo del focolaio familiare in 1573 casi, abbiamo poi 100 focolai in luoghi di lavoro, 65 in case di riposo, 52 nelle scuole e 25 negli ospedali».

L’attacco al Dpcm e il confine

Fedriga, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha contestato alcuni aspetti del Dpcm del premier Conte. «È’ una misura iniqua non poter incontrarsi il giorno di Natale: sono stati messi sulla stesso piano il comune di Roma con il Comune di Drenchia.

Stesso discorso vale per i ristoranti: possono restare aperti il 25 dicembre, ma Roma ha 2,5 milioni di potenziali clienti, Drenchia ne ha 100. Non serve a contenere i contagi questo provvedimento. Servono misure eque e comprensibili e la sottolineatura è arrivata da tutti i presidenti delle Regioni e da 25 senatori del Pd».

Riguardo il tema del confine con la Slovenia, Fedriga si è detto concorde con le misure già adottate dal governo: «Se non lo avessero fatto, lo avrei fatto io nell’ordinanza - ha precisato - , in questo momento con il confine le difficoltà ci sono, è giusto avere restrizioni in questo periodo».

Confesercenti non ci sta

A poche ore dalla conferenza stampa di Fedriga e Riccardi, sono arrivate le prime voci di dissenso sull’ordinanza numero 45. A lanciare il sasso è stato il vice presidente di Confesercenti Fvg Marco Zoratti.

«Si pensi alla nuova ordinanza regionale - scrive il rappresentante di commercio - che prevede per gli esercizi commerciali al di sotto dei 40 mq la possibilità di aprire le porte a un solo cliente alla volta: immaginiamo un piccolo negozio, dentro un cliente, fuori la fila per aspettare il proprio turno (con rischio assembramenti), al freddo (visto il periodo dell’anno) e magari in una giornata di pioggia (non rara nella nostra regione).

Quanti sceglieranno di fermarsi e quanti invece se ne andranno a casa preferendo procedere con un acquisto online? In questi giorni si è molto parlato di come incentivare gli acquisti in negozio piuttosto che quelli sul web. L’ordinanza, però, non va in questa direzione, anzi. Ancora una volta, quindi, a pagare saranno i “piccoli”». —

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