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Una settimana da Spid: cinque giorni e decine di telefonate surreali per (non) attivare l'identità digitale

Foto, film, documenti, sistema che va in blocco e centralino che sembra un disco rotto. Stavolta premo il tasto 1 quello che accetta di partecipare al sondaggio delle Poste, non si sa mai. Non cambia nulla: la linea cade. Verso le 15, al quarto o quinto tentativo, e dopo 10 minuti di attesa finalmente dall’altra parte qualcuno risponde

Decido di fare lo Spid, il Sistema pubblico di identità digitale. Ho la carta d’identità elettronica e, secondo alcuni, sarà una passeggiata con uno smartphone di ultima generazione. Inutile andare in Posta.

Lunedì 7 dicembre

Scarico l’app “PosteId”. Inizio. La prima schermata mi da due opzione: “accedi” e “registrati”. Opto per la seconda. Altre due scelte: “documento elettronico” e “altri strumenti”. Vado di documento elettronico.

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