Addio all’ex sindaco e pittore Marco Marra: creò il Centro carnico arti visive

Apprezzato musicista e poeta, aveva 88 anni ed era presidente onorario di Italia Nostra

ARTA TERME. La Carnia piange il pittore e presidente onorario di Italia Nostra Marco Marra: si è spento a 88 anni nella sua casa a Piano D’Arta attorniato dall’affetto dei suoi cari. Apprezzato poeta e musicista, è stato anche sindaco negli anni Ottanta.

Il maestro Domenico Molfetta lo ricorda precursore della cultura dell’ambiente in Carnia e i sindaci di Zuglio e Treppo Ligosullo come uno dei fondatori e sostenitore del Museo archeologico, punto di riferimento per la Pieve di San Pietro e sostenitore della Pinacoteca De Cillia.


«Perdiamo – dice il sindaco di Arta Terme, Luigi Gonano – una figura notevole e di esempio per saperi, impegno e signorilità che ha sempre messo nelle sue passioni: territorio e cultura a 360 gradi». I funerali saranno celebrati giovedì 17 alle 14.30 nella chiesa di Piano D’Arta. Marra fu presidente per 25 anni (poi onorario)della sezione carnica di Italia Nostra. Pittore fin da ragazzino, passò dall’indirizzo figurativo post-impressionista, all’espressionismo astratto fino all’astrattismo geometrico.

Artista internazionale esponeva dalla Carnia (lui che a Piano d’Arta, borgo Salanc, aveva salde le sue radici) alla biennale di Venezia fino ad Heidelberg. Studiò alle Magistrali di Tolmezzo. Insegnò per 19 anni alle scuole elementari di Sutrio, poi alle Magistrali. Molfetta, suo collega, rammenta ancora le lezioni a Sutrio agli alunni nel bosco.

«Lascia – dice- un grande vuoto al mondo della cultura e agli amanti della Carnia. È morto serenamente, fermo nei suoi ideali più puri». «Fu il primo in Carnia a parlarci di tutela dell’ambiente – ricorda Maria Teresa Chiussi, ex vicesindaco di Arta – nel post terremoto senza rendercene conto stavamo distruggendo molto del nostro patrimonio, lui fu il primo a metterci in guardia. Lo ricordo per il suo modo affabile e generoso di portare il bello nel paese. Era l’intellettuale che vedeva sempre la pagina dopo».

A Piano d’Arta creò il Centro carnico arti visive. Da sindaco nel biennio 1981-82 iniziò il primo ampliamento delle Terme. Tanti lutti segnarono la sua vita, perse persino due figlie. Rispose con l’arte. Il nipote Suan Selenati ricorda le passeggiate culturali con lui fino alla pieve di San Pietro, un tuffo dentro la storia di quei luoghi. Il figlio Francesco si sofferma sulla sua sensibilità ambientale e sulle sue azioni contro dissesto idrogeologico, abbandono rifiuti, inquinamento. «Era stato – rammenta – anche polizia zoofila negli anni Sessanta. Non è mai sceso a compromessi».
 

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