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Appello dei 28 sindaci della Carnia ai propri cittadini: «State a casa»

TOLMEZZO. «Non andiamo in visita ai parenti (anche se costa affettivamente molto), evitiamo di frequentare amici e conoscenti (l’alternativa è perdere ancora tanti, troppi cari, conoscenti, amici), ai primi sintomi isoliamoci, stiamo a casa e chiamiamo il medico di base».

È l’appello accorato diramato dai sindaci carnici ai loro cittadini. La Carnia, avvertono dopo un incontro coi vertici della sanità regionale, è la zona più colpita dal Covid-19 in Fvg: con il tasso doppio di mortalità rispetto al resto della regione, con una diffusione del virus «dalle 4 alle 7 volte superiore ai restanti comuni e l’80% dei focolai rilevati di insorgenza familiare e amicale».



Il virus infetta ogni ambito, anche aziende, e allarma l’elevato numero di operatori sanitari contagiati. La situazione preoccupa. «Se non conteniamo e riduciamo la diffusione del virus – avvisano – ben presto non ci sarà abbastanza personale sanitario operativo per garantire a tutti noi le cure e l’assistenza necessarie sia per patologie connesse all’infezione Covid-19 che per le altre, quali le patologie tempo-dipendente (infarto, ictus e traumatologia) e le patologie oncologiche». Ciò richiede ancora più attenzione nelle festività natalizie.



A firmare l’appello sono i sindaci Laura Zanella (Amaro), Michele Benedetti (Ampezzo), Luigi Gonano (Arta Terme), Gianni Borghi (Cavazzo Carnico), Valter Fracas (Cercivento), Stefano De Antoni (Comeglians), Franco Menegon (Enemonzo), Sandra Romanin (Forni Avoltri), Marco Lenna (Forni Di Sopra), Claudio Coradazzi (Forni di Sotto), Olivo Dionisio (Lauco), Lino Not (Ovaro), Massimo Mentil (Paluzza), Daniele Di Gleria (Paularo), Erica Gonano (Prato Carnico), Anna Lenisa (Preone), Ermes De Crignis (Ravascletto), Daniele Ariis (Raveo), Fabio D’Andrea (Rigolato), Manuel Piller Hoffer (Sappada), Ermes Petris (Sauris), Coriglio Zanier (Socchieve), Manlio Mattia (Sutrio), Francesco Brollo (Tolmezzo), Luigi Cortolezzis (Treppo Ligosullo), Domenico Giatti (Villa Santina), Andrea Paschini (Verzegnis), Giovanni Battista Molinari (Zuglio).

«Ci rivolgiamo a voi – dicono ai cittadini – per provare insieme a cambiare rotta, chiedendo a tutti noi di ridurre al minimo i contatti nelle prossime settimane, comprese soprattutto le festività natalizie. È l’unico metodo efficace per ridurre la diffusione del virus tra le nostre piccole e a volte piccolissime realtà.

L’ambito intra-familiare risulta essere in Carnia il più importante incubatore di virus, cioè dove più si sviluppano i contagi, anche attraverso contatti tra persone di famiglia che non sono conviventi. Abbiamo il dovere di richiamare tutti noi (non di accusare i cittadini, bensì di considerarci una comunità), con un appello forte e deciso a ridurre i contatti tra le persone.

Dobbiamo incontrarci meno di quanto abbiamo fatto nelle settimane scorse, perché i dati dimostrano che il virus sta circolando ancora moltissimo in Carnia. Quella con il coronavirus – aggiungono i sindaci – è una partita di squadra dove si vince solo con una ferrea adesione ai comportamenti raccomandati dove ciascuno è chiamato a un alto senso di responsabilità.

Noi amministratori continueremo a farlo cercando di mettere in campo ogni supporto possibile che i Comuni assieme ai servizi sociali e anche al contributo importante del volontariato potranno fornire. A tutti chiediamo di essere ancor più responsabili di quanto si sia già stati finora, ne va della nostra salute, del lavoro, dell’istruzione, dell’economia, tutte situazioni che subirebbero un tracollo non più sopportabile». —

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