Addio a “Liso”, maestro della fisarmonica

Eliseo Iussa, 97 anni, fu tra i fondatori del gruppo “I Bintars”. Fece conoscere la musica popolare nel mondo

SAN PIETRO AL NATISONE. Lui e la fisarmonica erano una cosa sola, quasi lo strumento fosse un’estensione delle braccia, di quelle dita che si muovevano agilissime e inafferrabili, come per magia. Eliseo Iussa, per tutti Liso, uno dei fondatori del complesso “I Bintars”, è morto giovedì all’età di 97 anni, spalancando un vuoto nel mondo della musica popolare, da lui elevata di rango grazie alle straordinarie capacità di suonatore. Alle fisarmoniche – praticate in ogni variante, da quella a piano alla cromatica e alla diatonica, la sua preferita – Liso, nato a Ponteacco di San Pietro al Natisone nel 1923, ha dedicato tutta la propria vita, facendone compagne inseparabili dall’età di 6 anni, quando ancora non possedeva un suo strumento ma amava far visita a chi ne aveva uno, catturando i rudimenti di un’arte complessa solo con l’osservazione e l’ascolto.

«Pur non conoscendo le teoria musicale e la lettura degli spartiti – racconta uno dei due figli del maestro, Giacinto – apprese i segreti del “mestiere” da un emigrante del luogo, tale Buttera, che al suo rientro dai vari Paesi europei in cui lavorava trasmetteva nuove esperienze musicali. La prima fisarmonica gli fu donata dal fratello Giacinto, che la portò in dono dalla Germania». Divenuto ben presto abilissimo, Eliseo – che nella sua carriera ha accumulato una lunga lista di premi, e che si è esibito in Australia, Unione Sovietica, Canada, Germania, Austria ed ex Jugoslavia – raccolse e salvò così dalla scomparsa tanti motivi folcloristici locali, che altrimenti sarebbero andati persi.

Il suo strumento lo ha seguito anche nella lunga pagina da emigrante, trascorsa in Francia: molti i lavori in cui si è cimentato il musicista, una sola, la vera, grande passione. «Il consiglio che dava a chi si rivolgeva a lui per imparare a suonare – racconta il figlio – era sempre lo stesso: “Non cercare di imitarmi, trova piuttosto in te stesso il modo per esprimere al meglio l’amore per la musica; elabora uno stile personale e vedrai che sarà tutto più semplice” ». Noto per il suo incrollabile rispetto del ritmo, Liso – che lascia la moglie Anna, i figli, sette nipoti e cinque pronipoti – alternava nelle esibizioni fisarmoniche di diversa tipologia, tutte fatte a mano da artigiani specializzati della vicina Slovenia e personalizzate secondo le sue esigenze. È stato lui a far conoscere alle nuove generazioni delle Valli la diatonica, oggi lo strumento prediletto e più usato nelle feste paesane.

«Perdiamo un faro, un personaggio straordinario, che ha portato il nome delle Valli del Natisone in tutto il mondo: la sua abilità nel suonare era straordinaria, incredibile», dichiara il sindaco di San Pietro al Natisone, Mariano Zufferli, esprimendo la vicinanza della comunità ai familiari di questo «concittadino che tutti, davvero tutti – scandisce – conoscevano». I funerali sono stati celebrati sabato 19 dicembre, nella chiesa di San Pietro; poi, in cimitero, proprio le fisarmoniche a salutare Liso per l’ultima volta.


 

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