Ricoveri sopra la soglia di attenzione e indici di contagio ancora oltre la media: cosa dicono i numeri sulla pandemia in Fvg

UDINE. «Dobbiamo evitare l’aumento dell’indice di contagio Rt, dobbiamo essere rigorosi soprattutto a Natale». Nell’ormai consueta conferenza stampa settimanale, il presidente udinese dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, ha invitato tutte le regione, compreso il Friuli Venezia Giulia, a continuare a monitorare il livello di rischio e, se necessario, a rafforzare le misure di mitigazione del contagio.

L’incidenza per 100 mila abitanti


I dati del monitoraggio non sono affatto tranquillizzanti: anche nella nostra regione il numero dei casi scende lentamente e l’incidenza per 100 mila abitanti si mantiene sopra la media nazionale. In Friuli Venezia Giulia l’incidenza cumulativa a sette giorni è pari a 212,65 casi per 100 mila abitanti, mentre la media nazionale è pari a 166, 12.

La stessa situazione si presenta nel periodo più lungo, a 14 giorni, con un’incidenza di 450,24 a fronte dei 374,81 stimati in Italia. Oltre alla nostra regione anche Veneto, le province autonome di Trento e Bolzano, l’Emilia Romagna e la Puglia hanno l’incidenza a sette e 14 giorni superiore alla media italiana. L’incidenza del contagio resta alta nonostante, nella settimana dal 7 al 13 dicembre, quasi tutti i paramenti siano diminuiti.

La situazione

«L’incidenza in Italia rimane ancora troppo elevata – ha spiegato Brusaferro – e l’impatto dell’epidemia è ancora sostenuto nella maggior parte del Paese. Tale situazione non permette un allentamento delle misure adottate nelle ultime settimane e richiede addirittura un rafforzamento delle stesse in alcune aree del Paese». Gli esperti della Cabina di regia continuano a osservare «nella maggior parte delle regioni un rischio moderato o alto di una epidemia non controllata e non gestibile».

Solo in cinque casi, infatti, il rischio è basso e in quest’ultimo gruppo manca il Friuli Venezia Giulia dove il rischio si riconferma moderato con, ha aggiunto Brusaferro, «una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese, nel caso in cui si mantenga invariata l’attuale trasmissibilità del virus».

I ricoveri

L’altro elemento preoccupante è l’andamento dei ricoveri nelle terapie intensive e nei reparti di area medica. Nella nostra regione solo nelle ultime ore si registra un calo di occupazione dei posti letto, tant’è che nella proiezione a 30 giorni elaborata dall’Iss la probabilità di superamento delle soglie del 30 per cento in terapia intensiva si mantiene tra il 5 e il 50 per cento.

Nell’analizzare la situazione, Brusaferro si è soffermato sull’aumento della presenza femminile registrata nell’ultima settimana in terapia intensiva e sull’età delle fasce più colpite che va dai 15 ai 70 anni. Tra i deceduti, invece, prevalgono gli ottantenni. Inutile dire che gli anziani hanno maggiori necessità di protezione. Ecco perché il consiglio resta quello di ridurre al minimo i contatti con i nonni anche a Natale.

Sulla base di questi dati gli esperti della Cabina di regia hanno consigliato al Governo di stringere le maglie per ridurre gli spostamenti nel periodo natalizio visto che i comportamenti che terremo tra Natale e l’Epifania saranno determinanti per influenzare l’andamento della pandemia.

L’obiettivo è quello di arrivare alla vaccinazione con un numero di contagi più basso dell’attuale proprio per evitare di mettere a rischio anche il raggiungimento dell’immunità di gregge. —




 

Vellutata di asparagi al latte di cocco

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi