E' morto Sandro Unfer, allenatore di sci alpino: era positivo al Covid

PALUZZA. È morto a 72 anni Sandro Unfer, dopo la lunga lotta contro una grave malattia, aggravata dalla positività al Covid. Nato a Timau nel 1948, aveva vissuto la sua gioventù nella Valle del But, manifestando un talento per lo sport.

Nell’ottobre del 1966 si era arruolato nella Guardia di finanza, approdando al Gruppo sportivo delle Fiamme gialle di Predazzo per definire questo traguardo, dedicandosi all’atletica con il gruppo “Ff.Gg” di Ostia e l’ambiziosa partecipazione ai “criterium nazionali militari di atletica leggera”.

Si aggiunse poi l’impegno con la scuola sottufficiali che gli permise, a soli 21 anni, di ottenere il grado di vicebrigadiere. Giovanissimo, divenne anche istruttore alla Scuola alpina di Predazzo.

Assegnato alla 6^ Legione di Como, ricevette il comando del distaccamento di Passo dello Stelvio e della Brigata di Piattamala, nel servizio anticontrabbando. Sempre con lo stesso incarico operativo, fu trasferito agli inizi degli anni ’70, alla Brigata di Torre di Santa Sabina di Carovigno a Brindisi.

Promosso a scelta per esami al grado di maresciallo, a 27 anni, prestò servizio presso la compagnia di Tolmezzo svolgendo attività di verifica. Congedatosi molto giovane, decide di dedicarsi per quasi 30 anni, all’attività di allenatore di sci di fondo e corsa in montagna, crescendo generazioni di giovani promesse sportive della Valle del But, per la Polisportiva TimauCleulis.

Il sindaco di Paluzza Massimo Mentil, ne parla con la commozione che si riserva agli amici cari: «In un anno difficile, un addio difficilissimo. Sandro era un insegnante a volte burbero e severo, di vecchio stampo, ma anche tenero e comprensivo all’occorrenza. Mancherà nella comunità e nello sport.

Era innamorato della sua società, della pista di fondo e dei suoi ragazzi. Voglio salutarlo con la sobrietà che avrebbe gradito, esprimendo la vicinanza ai suoi cari da parte dell’amministrazione e della comunità intera».

In una poesia del 2015, l’adorata allieva Lavinia Garibaldi, ricordandolo con il soprannome (Gloser), lo dipinge ironicamente mentre allena le giovani promesse carniche, immerso nella natura che tanto amava: «Ma la quiete viene rotta da un urlo all’improvviso... I caprioli scappano, l’acqua del ruscello ammutolisce.

Anche il vento che muoveva i rami si zittisce... La neve trema sotto i piedi... È Gloser che sgrida i suoi allievi! (…) E mentre fuori l’ombra della notte ovunque si posa, sulla pista calde luci arancioni illuminano ogni cosa». La scomparsa di Sandro Unfer lascia nel dolore i figli Alessandro, Barbara e Micaela. —

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