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L’infettivologo in trincea e la dottoressa che scoprì il primo positivo in regione: ecco i primi a sottoporsi al vaccino

UDINE. L’appuntamento è per le 9 di domenica 27 dicembre nella sede della Protezione civile a Palmanova. È quello l’hub scelto dalla Regione per dare il via alla campagna di vaccinazioni anti Covid 19.

Si presenteranno in 265 un po’ da tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia, per il vaccine day in contemporanea in tutta l’Unione europea. Tra di loro, oltre alla dottoressa Ariella Breda di Monfalcone, che in febbraio individuò il primo caso regionale di Covid 19 in un paziente di Gorizia, vi saranno medici, infermieri, operatori sanitari, professori, presidenti di ordini professionali.



Il direttore della Clinica di malattie infettive a Udine, il dottor Carlo Tascini, è pronto a fare la sua parte. «Il vaccino è sicuramente una svolta per questa patologia che ci ha cambiato la vita, l’immunizzazione è molto importante - dice - . Il mio punto di vista è parziale, io vedo i malati gravi, lo sto aspettando da tanto il vaccino, abbiamo visto troppa sofferenza, nonostante gli sforzi fatti, il numero di tamponi altissimo, che ci colloca tra i primi in Italia.

In Friuli Venezia Giulia l’epidemia autunnale è stata più lunga e più duratura rispetto alla prima fase. Quanto tempo servirà al vaccino per far sentire i suoi effetti? Dipende dalla velocità con cui ci vacciniamo, nessuno lo sa con esattezza.

Per primi lo faranno anziani, immunodepressi, forze dell’ordine, medici, operatori della sanità. Sappiamo che per il Covid 19 l’immunità di gregge la si raggiunge con il 65, 70 per cento della popolazione, confidiamo di arrivarci presto, la Regione è pronta a vaccinare il prima possibile coloro che ne hanno necessità. Importante è avere un bacino di persone immuni, poi eventualmente si farà un richiamo.

Per cercare di ridurre al minimo l’impatto dell’infezione poi si potrà cominciare a scendere con le classi di età, vaccinando anche i giovani per bloccare la trasmissione all’interno delle famiglie o dei luoghi di lavoro. La tolleranza al siero direi che è buona. C’è qualche evento avverso, qualche caso di reazione allergica grave, ma ricordiamoci che in Italia abbiamo avuto oltre 70 mila morti di Covid, questa è la reazione avversa della malattia».



A Palmanova, domenica, sarà presente anche il presidente regionale dell’Ordine degli psicologi Roberto Calvani. «Una presenza doverosa - ha spiegato - perché l’intera comunità scientifica si deve muovere unita per scongiurare derive legate all’azione sconsiderata di qualche negazionista.

Lo psicologo è una figura chiave nella promozione del benessere del cittadino e per questo è importante che la popolazione sappia che la categoria è schierata per supportare la comunità in tutte le fasi della pandemia. Siamo stati protagonisti sia della prima, sia della seconda ondata, restando accanto alle persone che avevano bisogno del nostro supporto.

A maggior ragione ora, che assieme alle giustificate inquietudini legate al rischio di un possibile contagio, si sommano dubbi avanzati da personaggi senza scrupoli, che rischiano di minare la fiducia dei più deboli, dobbiamo garantire la nostra presenza, partendo dall’esempio concreto».

Calvani ha ricordato i dati di una ricerca pubblicata soltanto due mesi fa, quando la seconda ondata era già entrata nella sua fase acuta: il 62% della popolazione era consapevole di aver perso benessere psicologico, una persona su 4 lamentava un maggior livello di stress costante.

E l’Ordine lancia anche un appello per rendere operativa l’introduzione della figura dello psicologo nei Pronto soccorso, tanto più importante ora che con la pandemia nemmeno i famigliari hanno potuto accompagnare i pazienti all’interno delle strutture ospedaliere. Per non parlare del carico di stress per il personale sanitario, che avrebbe più che mai bisogno di essere sostenuto nel lavoro che sta svolgendo.

«La norma ha riconosciuto l’importanza degli aspetti psicologici nell’organizzazione e gestione integrata delle attività, così come nella formazione continua del personale - conclude Calvani -. In questo contesto viene innovativamente valorizzato il ruolo degli psicologi. In particolare, il ruolo dello psicologo e le competenze psicologiche sono richiamate per tutte le situazioni «che richiedono un contributo specialistico», «per sostenere l’equipe», tra i quali disturbi della sfera psichica o il disorientamento provocato da questa fase storica pandemica.

Tra coloro che fanno parte dell’”avanguardia” dei vaccinati ci sarà pure il professor Fabio Barbone, docente di Igiene all’università di Udine e capo della task force Covid della Regione Friuli Venezia Giulia.

Intanto si prepara a essere la vaccinata numero 1 delle prime 50 mila persone da immunizzare entro gennaio in Friuli Venezia Giulia, la dottoressa Breda del Dipartimento di prevenzione dell’Asugi. Dopo l’intervista rilasciata nei giorni scorsi al Messaggero Veneto, il medico ha ribadito ieri di essere orgogliosa per essere stata scelta.

«Per me è fondamentale - racconta - sono 20 anni che mi occupo di prevenzione. È importante dare un esempio concreto, non solo a parole». Il vice presidente della Regione con delega alla Salute Riccardo Riccardi, la vigilia di Natale, ha dedicato un tweet e un post su Fb alla professionista di Monfalcone.

«Ariella Breda non è solo Ariella Breda - ha scritto Riccardi riportando anche l’intervista uscita sul nostro giornale - . In quest’anno lei, e buona parte dei professionisti del nostro servizio sanitario, hanno lavorato per garantire la salute di tutti.

In prima linea non ci sono stati giorni o notti diversi da quando la sua telefonata ci informò del primo caso in Fvg. Il primo vaccino alla dott.ssa Breda, medico in igiene preparato, determinato, mite e silenzioso, è simbolo e forza della nostra sanità pubblica alla quale affidarsi senza se e senza ma». —

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