La Croce rossa è sotto pressione: un anno di lotta a Covid e povertà

Consegnati sotto le feste 400 pasti a oltre cento famiglie. Cibo, farmaci e commissioni per chi si trova in isolamento



Si sta per chiudere un 2020 di grande impegno per la Croce rossa di Pordenone, impegnata su più fronti per dare risposta e conforto alle necessità della cittadinanza, che in questi mesi sono esponenzialmente aumentate.




Il tradizionale pranzo dell’Epifania organizzato nella sede del comitato, quest’anno, per forza di cose, non ci sarà. S’è deciso di trasformare quest’appuntamento nella consegna del pranzo di Natale nelle case delle persone che sono seguite durante l’anno. In totale, i pasti sono stati 400, suddivisi tra Natale e Santo Stefano, per circa 120 famiglie: la maggior parte a Pordenone, ma il territorio in cui sono state fatte le consegne ha abbracciato anche Cordenons, Porcia, Roveredo in Piano, San Quirino, Aviano, Sacile, Fontanafredda, Brugnera, Caneva, Prata e Pasiano. «Oltre alla consegna – ha spiegato il presidente Giovanni Antonaglia – abbiamo offerto conforto e una parola di vicinanza a tante persone sole. Una cinquantina gli anziani soli, ma ci sono anche molte famiglie numerose o mamme con figli: abbiamo consegnato ai bambini le scatole di Natale raccolte nei giorni scorsi». Sono stati 75 i volontari impegnati per il servizio natalizio, sia con mezzi Cri sia con mezzi privati: parte di questi sono volontari che hanno da poco finito il corso di formazione. «Sono stati 90 gli iscritti al corso per diventare volontario Cri – ha osservato Antonaglia -. Un numero confortante, che ci fa chiudere l’anno in modo positivo».



La Cri fa parte del Coc, il Centro operativo comunale. In particolare, i volontari si occupano di aiutare chi è costretto all’isolamento: spesa, farmaci, piccole commissioni e tablet per la didattica a distanza sono le esigenze più frequenti. La protezione civile mette a disposizione i mezzi, i volontari Cri si accordano sulle esigenze. Durante il primo lockdown, i servizi di questo tipo sono stati in media 15 al giorno, ora una ventina a settimana. In più, chi versa in condizioni di difficoltà economica viene segnalato dai servizi sociali e riceve dalla Cri le borse spesa.



La Croce rossa, da circa un mese, effettua tamponi: alla luce dell’accordo con Unindustria e Cooperativa Medici Cure Primarie vengono effettuati test sia nelle aziende, sia all’esterno del magazzino Cri in Comina, dove è stata allestita una tensostruttura. «In un mese abbiamo fatto un migliaio di tamponi – ha spiegato Antonaglia -. Effettuiamo test rapidi e, nel caso di positività, tamponi molecolari, il cui esito viene fornito in 24 ore grazie a una convenzione col Policlinico San Giorgio». I prossimi giorni saranno piuttosto intensi: sono numerose le aziende che hanno già richiesto questo servizio, prima del riavvio della produzione il 7 gennaio. «Forniamo servizio anche a privati, con prescrizione del medico – ha sottolineato il presidente – e testiamo tutti i volontari che abbiano avuto contatti con positivi».



Prosegue l’attività a vantaggio di chi non ha fissa dimora. In questi giorni viene assistito un ragazzo, al quale viene dato un pasto giornaliero. Ci sono quattro famiglie a cui viene consegnato il pranzo. La necessità di pasti è in continuo aumento, tanto che la Cri ha preso un capannone a Borgomeduna come deposito di alimenti e generi deperibili. Si rinforza in questo modo ancor più il rapporto di collaborazione con il Banco alimentare, che a breve disporrà assieme alla Cri di questi nuovi spazi. Lo sportello della Croce rossa è attivo i martedì e giovedì, mattina e pomeriggio, e il lunedì dopo le 18.30 allo 0434 523109. —



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