Alpini in lutto per la scomparsa di Giuseppe "Bepo" De Prato: era positivo al Covid

RAVEO. Aveva le mani d'oro e una battuta scherzosa per tutti l'alpino Giuseppe De Prato di Esemon di Sopra di Raveo. Per tutti "Bepo". Ieri l'ultimo, sentito, saluto, avvolto da una neve immacolata, gli è stato tributato con la sua comunità anche dall'Ana di Villa Santina.A portarselo via a 82 anni all'ospedale di Udine, giorni fa, sono stati i suoi tanti problemi di salute aggravati in ultimo anche dal Covid-19.

"Bepo" era molto benvoluto in paese. Viveva a Esemon di Sopra con la moglie Maria. Nella frazione raveana il figlio Paolo gestisce il bar "An Bepo", amato punto di ritrovo.Alla scuola professionale "Angelo Unfer" di Ampezzo "Bepo" aveva appreso giovanissimo basi solide per operare in edilizia, con già un'impronta concreta sul lavoro in cantiere. Era emigrato in Francia, era rientrato per prestare il servizio militare e poi aveva raggiunto la sua dolce metà, Maria, nella Svizzera francese.

I due nel 1965 avevano voluto sposarsi nel loro paese, a Esemon di Sopra. Erano poi rientrati in terra elvetica, dove era nato Paolo. Nel 1983 il richiamo delle origini li aveva ricondotti a casa."Bepo" aveva poi lavorato come apprezzato muratore con imprese locali. Gli piaceva il suo lavoro, nel tempo libero realizzò due case per la sua famiglia. Lascia un bel ricordo di sé: di buon carattere, trovava sempre il modo di scherzare. Era legato alla sua famiglia e adorava i nipoti.Gianpietro Donada, capogruppo dell'Ana di Villa Santina, ricorda così "Bepo", socio dal 1975: «Finchè è stato bene non è mai mancato in sede il sabato, né all'assemblea annuale. Una volta ci è venuto con quasi 40 di febbre, perché per lui era un dovere. Ha pagato il bollino, ha salutato ed è tornato a casa. "Bepo" era questo. Ci teneva al nostro gruppo».

Il sindaco Daniele Ariis lo descrive come persona «sempre presente nel contesto sociale del paese, partecipava alle varie iniziative. Era conosciuto per tutti i cantieri post ricostruzione di cui aveva fatto parte. Era giovanile, sempre con la battuta pronta».Il figlio Paolo di lui dice: «Era una persona onestissima, mi ha insegnato l'onestà, prima di tutto. Diceva sempre: puoi confondere tutti, ma non te stesso. Aveva principi ben saldi». "Bepo" amava pescare, fare legna e, dopo la pensione, creare con le sue mani bellissimi decori e oggetti in legno. Per molti era "Il signor Luna" perché sapeva sempre indicarti la fase lunare corretta per fare ogni cosa."Bepo" era in dialisi da 15 anni e tanti problemi di salute si erano sommati. Infine, la positività al Covid-19.

Video del giorno

L'abbraccio Muti-Mattarella, il Maestro regala al Presidente la sua bacchetta: "Lei dirige un Paese"

Gazpacho di anguria, datterini e fragole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi