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Neve in pianura e pericolo ghiaccio: Carnia in tilt, nel Pordenonese sindaco sfugge a una frana appena in tempo

UDINE. Oltre 60 centimetri di neve a Sappada e Forni di Sopra, 50 in molti comuni della Carnia e una quarantina a Tarvisio. Il Friuli si è svegliato imbiancato, ieri, con nevicate a Udine e fino in pianura. Ma se qui poi nel corso della giornata è arrivata la pioggia – che ha causato, complici anche le forti raffiche di vento – allagamenti, caduta di alberi e mareggiate a Lignano Sabbiadoro, in montagna la neve non ha smesso di cadere per tutto il giorno. Blackout si sono verificati in vari comuni della provincia di Udine. Una cinquantina in tutto gli interventi dei vigili del fuoco.

I VIDEO

Danni in montagna

I disagi sono stati ingenti in tutta la Carnia: decine le chiamate arrivate al Comando di via Popone per le auto e i mezzi pesanti rimasti bloccati a causa dell’intensa nevicata lungo varie strade, in particolare sulla regionale da Villa Santina a Tolmezzo. Altre quattro macchine sono rimaste ferme sulla strada per Cavazzo Carnico mentre una autobotte ha interrotto il transito dei mezzi sula sr 355, tra Ovaro e Villa Santina. Tutta la circolazione ha subito dei rallentamenti con code chilometriche sulla ss 13: per percorrere il tratto tra Gemona e Amaro c’è chi ci ha impiegato più di due ore.

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Sempre lungo la ss 13 un tir, all’altezza di Venzone, si è rovesciato bloccando entrambe le carreggiate per un paio d’ore. Sul posto sono giunti i carabinieri. Circolazione rallentata anche sulla ss 52 Carnica. Sulla sr 355 è caduta una slavina ma la strada è stata subito liberata. Numerose anche le vie che attraversano i centri urbani rese impraticabili dalla neve e disagi si sono registrati anche in autostrada, in particolare all’altezza del casello di Amaro, ed è stato disposto il blocco dei mezzi pesanti verso il confine di Stato. Anche alcuni treni della linea Carnia-Udine sono stati sospesi.

Chiusa la Osovana 
Per oltre due ore, ieri mattina, dalle 7.30 alle 10, l’Osovana è rimasta chiusa al traffico dopo il verificarsi di sei incidenti stradali, fortunatamente senza gravi conseguenze, nel tratto tra Modoletto e Castellerio di Pagnacco. Sul posto sono intervenuti la polizia locale e i volontari della Protezione civile. Altri incidenti si sono verificati a Fagagna, Povoletto e a Pasian di Prato. Un giovane, invece, è caduto scivolando su una lastra di ghiaccio a Cercivento: soccorso dagli operatori del 118 e dei vigili del fuoco per aver sbattuto con violenza la testa è stato portato in ospedale a Tolmezzo: non è grave.

Infiltrazioni in ospedale
A causa di un accumulo di neve sul tetto, si sono verificate delle infiltrazioni all’ospedale di Gemona. Sul posto per una verifica e la messa in sicurezza dei locali sono intervenuti i vigili del fuoco.

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Allerta valanghe
Il pericolo valanghe – visto che la nuova neve presenta scarsi legami con il vecchio manto nevoso – dal pomeriggio di ieri è 4 (forte) su tutto il territorio. Saranno probabili distacchi spontanei di valanghe di medie e grandi dimensioni a tutte le esposizioni lungo i percorsi in forte pendenza. Prolungata l’allerta meteo in regione fino alle 12 di domani: arancio su Fvg-A e Fvg-B per nevicate, vento forte e valanghe e giallo su Fvg-C e Fvg-D per mareggiate e acqua alta.

Al lavoro con spargisale ma anche per sgombero neve, acqua alta e mareggiate, 350 volontari della Protezione civile con oltre 100 mezzi di 65 comuni. 

Nel Pordenonese

Qui lo scenario è meno preoccupante rispetto ad alcune settimane fa ma la conta dei danni è comunque lunga: oltre ad alberi, rami, pali e strutture pericolanti, i riflettori sono puntati sulla frana che ha isolato la frazione di Martiners, a Castelnovo del Friuli. Cinque le abitazioni tagliate fuori da una massa di fango ancora da quantificare, per un totale di una decina di persone isolate. E non sono mancati i momenti di paura. «Stavo andando a vedere cosa fosse successo – spiega il sindaco di Castelnovo del Friuli, Juri Del Toso – quando mi sono visto arrivare addosso una massa di fango. Ho spento la macchina e sono scappato in discesa, correndo. Il fango si è fermato proprio sul paraurti dell’auto». Sul posto vigili del fuoco e carabinieri: le case di Martiners non sono state toccata dalla frana ma il timore è per la frazione sottostante, borgata Nani. 
 
I vigili del fuoco sono stati impegnati anche a Meduno e Andreis per numerosi alberi pericolanti, mentre a San Vito al Tagliamento hanno lavorato per recuperare vetture bloccate dalla neve. Una ventina gli interventi effettuati ieri e che hanno interessato anche Azzano Decimo, Chions, Fanna, Fiume Veneto, Frisanco, Montereale Valcellina, Pasiano, Porcia, Sequals, Spilimbergo e Vajont. 
 
Una situazione che ha messo alla prova la viabilità provinciale: in mattinata sono stati segnalati disagi a Sacile lungo la Pontebbana. Criticità sono state segnalate lungo la Sr 251 in Valcellina e lungo la Sr 552. A Tramonti di Sotto difficile il passaggio sulle ex provinciali di Faidona e Campone e lungo le strade comunali e private, tanto che alcuni non sono riusciti ad arrivare al lavoro. 
 
Una situazione che in qualche modo accomuna la montagna alla città. «Ho ricevuto diverse segnalazioni di cittadini in difficoltà sulle strade cittadine – spiega il consigliere comunale di Pordenone Marco Salvador – e mi chiedo dove fossero gli spargisale». L’amministrazione, dal canto suo, ha sottolineato il lavoro dei volontari della protezione civile in azione dall’alba per spargere il sale. «Sei ditte e 11 volontari hanno distribuito circa 300 quintali di sale – spiega l’assessore alla Protezione civile Emanuele Loperfido – per un costo di 10 mila euro, tra materiale e servizio». In serata un’altra passata di sale per evitare la formazione di lastre ghiacciate. In montagna, invece, massima attenzione per il pericolo di valanghe, anche di grandi dimensioni: la strada dal bivio della Forchia di Meduno al bivio Redona (incrocio con la Sr 552) è già stata chiusa.

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