Arrivate le prime dosi Pfizer a Udine: via alla campagna tra medici e infermieri, già 144 gli operatori vaccinati

La prima fornitura è di 3.900 dosi, a cui ne seguiranno circa 5 mila ogni settimana

La macchina delle vaccinazioni anti-Covid si è messa in moto al Santa Maria della Misericordia. Dopo l’arrivo a sorpresa, in mattinata, di 3.900 dosi di Pfizer, il personale dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale si è messo in moto per dare il via alla somministrazione dei vaccini alle 14. Per ora sono state soddisfatte le prime 144 prenotazioni giunte da operatori sanitari pubblici e privati.

«È stata una giornata di rodaggio», ammette Daniela Gnesutta, medico del dipartimento di prevenzione. È stata lei, attorno alle 14.10, la prima a farsi inoculare il vaccino. Subito dopo è toccato al responsabile della logistica Gianni Borghi. «Ci siamo organizzati in modo da dare a tutto il personale sanitario e a quello delle case di riposo – aggiunge Gnesutta – l’opportunità di vaccinarsi nel minor tempo possibile. Siamo partiti con una prima fornitura di 3.900 dosi, a cui seguiranno circa 5 mila dosi ogni settimana».

Le richieste per sottoporti al vaccino stanno arrivando numerose, a tal punto che ieri sera, nell’ambito dell’AsuFc, le richieste erano già 4.554. Le attività si svolgono al padiglione 1 dell’ospedale, in uno dei corridoi che si imboccano dall’atrio di ingresso. Il personale che si è prenotato on line deve prima registrarsi al Cup, il Centro unico di prenotazione (ogni dose va tracciata e “sorvegliata”), poi mettersi in fila e attendere il proprio turno. Chi effettua il vaccino, formato ad hoc, da ogni boccetta di Pfizer preleva 6 dosi. «Il vaccino viene inoculato nel braccio sinistro e una volta scongelato e diluito, va utilizzato nel giro di qualche ora – assicura Gnesutta – per questo è importante prenotarsi e rispettare l’orario di convocazione. Al momento della registrazione si fissa già l’appuntamento per il richiamo, dopo 21 giorni».

Fatta l’iniezione, il paziente resta in sala d’attesa per 15 minuti, per monitorare eventuali effetti collaterali. «Il padiglione 1 non è stato scelto a caso per questa campagna – spiega Borghi – infatti non solo è un luogo conosciuto da tutti e facilmente raggiungibile, ma è dotato di spazi molto ampi. Siamo partiti con 144 persone ma a regime arriveremo a oltre 500 operatori al giorno. Il padiglione 1 è funzionale anche perché in caso di reazione allergica siamo vicini a pronto soccorso, medicina d’urgenza e terapia intensiva».

Le vaccinazioni sono effettuate dalle 14 alle 20 in 9 ambulatori. È stato calcolato che per ogni paziente servono 6 minuti, quindi ogni operatore deve regolarsi sapendo che in un’ora può portare a termine 10 iniezioni.
Ieri pomeriggio, in fila per vaccinarsi, c’erano camici bianchi, operatori del 118 e qualche medico di famiglia. Andrea Bravin è un medico di base che opera a Campoformido: «Ho avuto parecchi pazienti positivi in questa seconda ondata, e alcuni di loro hanno avuto seri problemi – racconta il medico – quindi ritengo doveroso proteggere me stesso e gli altri. È giusto che io dia l’esempio».

Sui timori che alcuni sollevano sul vaccino, Bravin specifica: «Non vedo perché questa vaccinazione dovrebbe essere più pericolosa di altre. Le reazioni allergiche ci possono sempre essere. Probabilmente trattandosi di una novità, spaventa di più. Ma è una paura immotivata», chiude il medico.

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