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L'intagliatore di specchi friulano che ha lavorato con Pierre Cardin: «Era un genio silenzioso e gentile»

Giuliano Gottardo è tornato a Visco da Parigi: ora si dedica allo sport

«Era un uomo silenzioso e gentile». Così Giuliano Gottardo descrive Pierre Cardin, al secolo Pietro Costante Cardin, lo stilista di origini italiane naturalizzato francese deceduto martedì all’età di 98 anni, per il quale lui, tagliatore di cristalli, aveva lavorato negli anni parigini della sua professione.

Giuliano Gottardo, 87 anni, da quindici è rientrato con la moglie Onorina in Italia, a Visco, lasciando in Francia tre figli, ma portando con sè i ricordi di quell’uomo geniale.


«Il nostro primo incontro – racconta Giuliano Gottardo – è stato del tutto casuale: stavo sistemando la vetrata di uno dei negozi di couture della via Saint Honorè, allora lavoravo per quattro – cinque stilisti francesi (come Loris Azzaro e Luis Ferroud, per citarne alcuni), quando lui si avvicina e mi dice che è da tempo che attende che qualcuno gli sistemi uno specchio che si era rotto, mi chiede se lo posso fare io. Gli rispondo che sarei passato a prendere le misure: così ho fatto e quando lui mi chiede quando lo avrei installato, io gli dico: domani mattina. Era il 1965, da li inizia la nostra collaborazione. Gli stilisti allora avevano i negozi in via Saint Honorè, quello di Cardin era praticamente davanti all’Eliseo – specifica –. Era un uomo silenzioso, ma gentile, un vero signore».

Gottardo, che nei trent’anni vissuti a Parigi ha realizzato molti lavori per gli stilisti, soprattutto per Cardin, ricorda che durante uno di questi interventi si ritrovò a spiegare allo stilista che in Friuli Venezia Giulia, a lavori ultimati, è usanza organizzare il “licòf” (una sorta di rinfresco beneaugurante). Ebbene, la mattina dopo Cardin gli fece trovare una tavola imbandita.

Ma altri sono gli episodi che hanno segnato la collaborazione di Gottardo con lo stilista, «come quando – dice Gottardo – comprò un battello e mi fece prendere l’aereo, mai stato prima, per andare a decorarlo: voleva diventasse un ristorante di lusso, tipo il famoso Maxime. Nell’occasione mi fece fare un giro turistico in America. Ma il suo sogno nel cassetto – ricorda – era quello di creare un nuovo Maxime, il ristorante dei vip di Parigi, a Mosca: mi fece fare i preventivi che non accettò, ma quel sogno non riuscì mai a realizzarlo. In quegli anni a Parigi, per gli stilisti si lavoravano cristalli puri, molto costosi».

Quando quindici anni fa Gottardo, come detto, torna in Italia dopo aver lavorato per trent’anni in Francia, Paese nel quale ha “esportato” la professione di tagliatore di cristalli e vetri imparata a Udine: da allora non ha più visto ne sentito Cardin, ma di lui ha un ricordo bellissimo.

L’87enne oggi si dedica alla marcia, in passato campione europeo Master sui 3 mila metri siepi, specialità dell’atletica leggera, per la Nuova Atletica dal Friuli. —

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