Primi vaccini in ospedale, ora 210 al giorno a Pordenone: dalla prossima settimana le case di riposo

Ieri già protetti 220 operatori sanitari nei locali del padiglione H. Fra gli istituti per anziani, precedenza a quelli senza contagi

PORDENONE. La speranza è arrivata ieri mattina in ospedale a Pordenone, nel penultimo giorno dell’“annus horribilis” che ci stiamo lasciando alle spalle, scortata da carabinieri, polizia e guardia di finanza, sotto forma di una grossa scatola. Dentro c’erano le prime dosi del vaccino Pfizer anti Covid-19 per il personale sanitario.

La prima a usufruirne, tra i 220 dipendenti dell’AsFo (Azienda sanitaria Friuli occidentale) vaccinati ieri, è stata simbolicamente Laura De Santis, a capo della struttura del pronto soccorso del Santa Maria degli Angeli. Da marzo in prima linea in quel campo di battaglia contro il Covid-19, ha rappresentato, insieme ai suoi colleghi, la prima frontiera per migliaia di ammalati in questi mesi.

Vaccinazione anti-Covid per i sanitari al via a Pordenone



L’organizzazione della campagna vaccinale a Pordenone è stata affidata al direttore sanitario dell’AsFo Michele Chittaro. Le prenotazioni, da parte del personale sanitario, erano cominciate lunedì scorso. Ieri mattina l’arrivo dei vaccini e la partenza ufficiale della campagna. «Oggi – ha detto il direttore generale dell’AsFO Joseph Polimeni – siamo partiti con la vaccinazione di 220 operatori sanitari. Abbiamo iniziato alle 13 dopo una fase propedeutica importante, svoltasi nelle ore precedenti».

Cambio di programma, per quanto riguarda gli spazi destinati alla somministrazione: non sono stati ritenuti adatti gli ambulatori del centro prelievi del padiglione A. La direzione sanitaria ha scelto il padiglione H, al servizio trasfusionale dei donatori. Una decisione motivata con la presenza in questa sede di locali più adatti: quelli per l’espletamento delle pratiche, la somministrazione, e infine le stanze per il periodo d’osservazione: un quarto d’ora, come per tutti gli altri vaccini. Sono stati creati anche percorsi differenziati per l’entrata e l’uscita delle persone da sottoporre alla procedura.

L’appuntamento ieri, per i primi medici (alcuni primari tra cui quelli di neurologia e medicina trasfusionale), infermieri e operatori sanitari, si è protratto dalle 13 alle 20. Un’attività che si ripeterà ogni giorno, festivi esclusi, negli stessi orari, fino al completamento della campagna: «Abbiamo circa 550 medici – ha detto Polimeni – e, consultando le agende, ne abbiamo già 380 prenotati. Il personale del comparto conta, poi, mille 400 infermieri e 600 operatori socio sanitari». Difficile stabilire, allo stato, la data di conclusione di questa fase. Si sa solo, per ora, che ogni giorno utile saranno vaccinate 210 persone.

Buona la prima, intanto, ieri: è andato tutto bene e si proseguirà oggi con nuove somministrazioni. Nei giorni scorsi era stata data comunicazione, circa il piano vaccini, anche ai medici di medicina generale e al personale dei loro studi. Con loro si era parlato della possibilità di sottoporsi alla procedura con le stesse modalità attuate ieri in ospedale. In tanto senso ci sono già prenotazioni.

La prossima settimana la campagna si estenderà anche alle case di riposo, alcune delle quali proprio in questi giorni stanno pagando un prezzo altissimo in termini di vite. Si comincerà da quelle che non hanno avuto epidemie di Covid-19 di recente. Superato, infine, il problema della sottoscrizione del consenso informato per le persone incapaci di autodeterminarsi: le direzioni delle case di riposo hanno ottenuto un parere dal tribunale e ne seguiranno le prescrizioni.

Per le case di riposo l’organizzazione è affidata a ciascun distretto e le vaccinazioni saranno fatte nelle singole strutture. Sperando di cambiare finalmente le sorti di una partita, da marzo, sempre più difficile. —


 

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